Tangenti su forniture militari, la procura di Roma indaga 31 persone. Ci sono anche 3 calabresi

Arresti domiciliari per un colonnello dell’Aeronautica. Divieto di contrattare con la PA per il cosentino Gianfranco Ammirata

Gli uomini della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura di Roma, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il tribunale di Roma, Tamara De Amicis, nei confronti di 31 indagati, tra i quali pubblici ufficiali - appartenenti alle Forze Armate con diverso grado - e imprenditori, accusati, tra l’altro, di frode nelle forniture, corruzione, turbativa d’asta ed altro negli appalti per gli approvvigionamenti delle Forze Armate.

Le indagini hanno messo in luce un sistema diffuso di rapporti tra imprenditori e pubblici ufficiali per falsare le gare attributive di commesse della pubblica amministrazione.

Si tratta in sostanza di rapporti collusivi fondate su reciproche utilità: gli imprenditori risultavano vincitori delle gare e i pubblici ufficiali ricevevano delle utilità, per lo più somme di denaro (solitamente il 10% del valore del contratto) ma anche promesse di assunzioni in favore di parenti. Il modus operandi secondo le risultanze dell’inchiesta è talmente pervasivo da non risparmiare nessun settore delle forniture: dall’abbigliamento alle derrate alimentari, dall’attività di digitalizzazione dei documenti all’acquisto dei macchinari per la cura dei giardini, dalle tende da campo per le forze armate ai sistemi tecnici di allarme antiintrusione e all’arredamento.

Complessivamente, le indagini hanno riguardato turbative d’asta e frodi negli appalti delle Forze Armate per un valore pari a 18 milioni e mezzo di euro. E’ stato disposto un decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza delle somme di denaro corrisposte ad alti ufficiali delle forze armate per il reato di corruzione.

E c’è anche un po’ di Calabria nell’inchiesta della Procura di Roma. In particolare sono in tre ad essere coinvolti: si tratta del cosentino Gianfranco Ammirata, titolare della D.G. Impianti; del catanzarese Francesco Arbitrio, pubblico ufficiale con qualifica di Tenente colonnello dell’Aeronautica militare; e del cirotano Antonio Natale Palmieri, Colonnello dell’Aeronautica militare, ex capo ufficio di Stato maggiore dell’Aeronautica facente funzioni in servizio presso il Comando dell’Aeroporto “Mario De Bernardi” di Pratica di Mare.

A Gianfranco Ammirata è contestata la turbativa d’asta della gara relativa alla manutenzione degli impianti elettrici della base militare di Pratica di Mare. Ammirata è stato introdotto nel circuito delle “ditte amiche” dal generale Cuciniello, trattandosi di ditta che si era occupata di eseguire i lavori sia presso l’abitazione del medesimo generale che presso la Casa dell’Aviatore. Benché il contatto con Palmieri sia piuttosto rapido – scrivono gli inquirenti – e benché non vi sia una risposta esplicita a quella che sembra una richiesta di tangente da parte di Palmieri, Ammirata ha mostrato di aver ben compreso il sistema fraudolento, nel quale si è perfettamente inserito facendo pervenire al colonnello l’elenco delle ditte che dovranno fittiziamente partecipare alla gara in modo tale che a vincerla sia lui. Per lui è stato richiesto il divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione.

Al colonnello Palmieri, detto “Luparetta”, la Procura contesta numerosi fatti di corruzione e di turbativa delle gare. Per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari. Posto al centro del sistema di corruttela, ha preso soldi anche nel suo ufficio – scrivono gli inquirenti – “con disgustosa disinvoltura”, addirittura sopravanzando gli inviti alla cautela dell’imprenditore che glieli stava consegnando. Palmieri è stato pizzicato a prendere soldi anche in una piazzola di sosta di un bar sulla via Pontina.

È considerato il braccio destro di Gennaro Cuciniello (considerato capo e organizzatore del “sistema”), collaborando con lui in tutte le attività di direzione dell’associazione, coordinava le attività corruttive e si occupava di turbare le gare indette dall’Amministrazione dell’Aeronautica tramite ditte tra loro collegate che presentavano mere offerte di appoggio, frutto di preventivi accordi.
“Quello di Palmieri è un vero e proprio modo di vita, un programma criminoso che egli si è assicurato anche per l’avvenire, avendo ottenuto il trasferimento presso gli uffici della base militare di Pratica di Mare, dove è prevista una vasta opera di ristrutturazione foriera di appalti per varie decine di milioni di euro.

Il livello delinquenziale di Palmieri è tale che anch’egli è ben consapevole della incongruità del proprio tenore di vita rispetto al reddito percepito, sicché non estingue il mutuo bancario acceso, in modo tale che la propria situazione patrimoniale risulti sempre in rosso”.