Tragedia Alessandria – Falcomatà: “Nino non è morto, é stato ucciso”
"Ti domandavi quanto vale la vita di un vigile del fuoco, per noi tantissimo". Il saluto del sindaco Falcomatà al giovane vigile Antonino Candido
05 Novembre 2019 - 23:21 | Redazione

“Ciao Nino”.
Inizia così la lettera del sindaco Giuseppe Falcomatà che meno di 24 ore fa perdeva la vita sul lavoro. Nino faceva il vigile del fuoco ad Alessandria e a causa di un’esplosione, adesso, non c’è più.
“È un giorno triste per Reggio, è il giorno in cui piangiamo la morte di un nostro concittadino, di un ragazzo come tanti di questa città.
Nino è stato ucciso, non è semplicemente morto.
È stato ucciso mentre liberava una cascina dalle fiamme, è stato ucciso nell’esercizio del suo dovere di vigile del fuoco, di servitore dello Stato.
È stato ucciso “da una esplosione violenta e determinata” e quindi dall’odio, dalla violenza omicida chissà di chi.È stato ucciso da un Paese che ti costringe a fare migliaia di chilometri da casa tua per trovare lavoro e farti una famiglia.
Ma Nino è un figlio di questa terra. E questa terra ti resta dentro, la ami incondizionatamente perché ti manca quando sei lontano, ti fa tornare appena puoi. Come faceva lui.
Ecco perché, ed è poca cosa, pochissima, onoriamo la sua memoria con un giorno di lutto cittadino durante le sue esequie”.
Il primo cittadino di Reggio Calabria prosegue:
“Ciao Nin0, “quanto vale la vita di un vigile del fuoco” ti domandavi.
Non lo so, per noi tantissimo e questa è la tua città. Adesso guardala da lassù e insegna agli angeli a fare i tatuaggi e continua a vincere il Fantacalcio anche da lì. Ciao” .
