Tutti in classe, CityNow incontra gli studenti del Piria - FOTO

CityNow entra nelle aule delle scuole reggine per raccontare le emozioni degli studenti in questi primi giorni di scuola

Terzo giorno di scuola.

Lunedì 16 settembre è iniziato il nuovo anno scolastico. Tra paure e preoccupazioni i giovani allievi degli istituti reggini si avviano ad una nuova importante tappa della propria carriera scolastica.

CityNow entra nelle aule delle scuole reggine per raccontare le emozioni degli studenti. La nuova dirigente del ITE Piria di Reggio Calabria prof.ssa Annarita Galletta ci ha illustrato la nuova offerta formativa

“Ho preso servizio il 2 settembre 2019. E’ stato un giorno intenso ed emozionante, dato che arrivo in una scuola storica e di grande pregio. Ho avuto subito la consapevolezza di dirigere un’istituzione scolastica variegata anche sotto l’aspetto formativo. L’impatto è stato positivo, direi eccezionale. Mi hanno riservato un’accoglienza meravigliosa e mi hanno fatto sentire subito una di loro. Anche l’accoglienza presso l’Arena dello Stretto è stata molto significativa, dove i ragazzi delle prime classi sono stati accolti dai compagni più grandi. Continueremo, inoltre, a portare avanti i progetti pregressi che hanno avuto alto rilievo negli anni scorsi. Attraverso diverse convenzioni che andremo a strutturare, sperimenteremo l’apprendistato di primo livello: una modalità nuova di inserimento dei ragazzi nel mondo lavorativo”.

La prof.ssa Galletta fa un bilancio sugli ultimi esami di Stato vissuti con il nuovo sistema.

“Le simulazioni  e i corsi di aggiornamento che si sono realizzati hanno aiutato i ragazzi per comprendere le novità ed affrontare nel migliore dei modi la prova finale. Quest’anno rispetto allo scorso anno sarà sicuramente molto più semplice.”

Ai nostri microfoni anche il professore Alfredo Pudano, docente d’informatica e animatore digitale dell’Istituto.

“Ogni inizio è una rinascita. Ci si mette in gioco scommettendo sulla ricca tradizione del Piria ma con la consapevolezza di voler crescere sempre di più. Siamo qui per aiutare i ragazzi a trovare la loro realizzazione personale, non solo sotto l’aspetto lavorativo. E’ nostro compito formare l’uomo, la persona, che deve crescere a livello multidimensionale. Non bisogna perdere di vista le esigenze del territorio in cui ci collochiamo. Per quanto riguarda la modifica del sistema dell’esame finale bisogna concentrarsi sul percorso di quest’ultimo. I ragazzi dello scorso anno sono partiti svantaggiati, avendo l’ufficialità a metà anno. Gli alunni dovranno essere pronti alla velocità di cambiamento che il mondo impone. E se parliamo di dinamicità, tale deve essere anche qui, e non possiamo abbatterci o essere assaliti da dubbi vari davanti alla modifica di un esame. Non è una tragedia.”

Di seguito le parole degli studenti reggini:

Andrea Martino 5 SIA: “E’ una scuola fantastica, mi sono trovato bene sin dall’inizio. Inizialmente volevo diventare ragioniere, poi grazie agli studi qui effettuati mi sono entusiasmato affacciandomi al mondo della programmazione. Ho assistito ad entrambi i metodi di esame. Preferivo quello precedente, non perchè penso di trovarmi male, forse per abitudine. Sarà una bella sfida. Al termine delle superiori punterò ad iscrivermi ad Ingegneria Informatica.”

Chiara Chirico 5 SIA: “Ho sempre creduto che fosse una buona scuola, e non mi sbagliavo. Avrei preferito la tipologia d’esame precedente, ma devo dire che questo mi incuriosisce molto per metodologia. Al termine degli esami vorrei iscrivermi in un’università fuori da Reggio, in Ingegneria Informatica, per dare inizio al mio percorso vero di vita”.

Marco Pizzimenti 5 ET: “Sono partito con il percorso di Finanza e Marketing, poi però ho deciso di spostarmi nel settore turistico restando nello stesso istituto, questo a testimonianza che nella nostra scuola si può spaziare. Nel futuro mi incuriosiscono diverse possibilità, dal campo del turismo a quello della musica, passando per il giornalismo. Per quanto riguarda l’esame, forse il vecchio metodo d’esame era più semplice. Ma son sicuro che mi troverò bene anche con quello nuovo”.

Adriana Hrezdac 5 ET: “Frequentavo in provincia un’altra scuola superiore, sempre ad indirizzo turistico. Poi mi sono spostata qui e ho trovato molta organizzazione. Sogno di diventare un’interprete, altrimenti vorrei provare a continuare il percorso in economia. Confrontandomi con le mie due sorelle, che hanno fatto entrambe le metodologie dell’esame, mi convince di più il secondo, dato che è possibile spaziare meglio negli argomenti”.

Michela Alampi 5 ET: “E’ una scuola che offre molte possibilità. Io vorrei tentare di entrare in Finanza, altrimenti come piano B continuare gli studi in lingue per provare a diventare Hostess d’aereo. Per quanto riguarda l’esame di stato, penso che la nuova metodologia sia migliore. Nel primo forse eravamo più a nostro agio, ma con il secondo abbiamo più libertà di spaziare con gli argomenti”.

Joshua Geria 5B: “Il primo anno è stato abbastanza positivo, cosi come poi positivamente è continuato il mio percorso. Piano piano ci si inserisce, ci si abitua alle nuove abitudini. Per quanto riguarda l’esame di stato, inizialmente mi preoccupava la nuova metodologia. Successivamente ho paragonato le due, e devo dire che questa recente su certi aspetti da una certa flessibilità. Ci stiamo comunque preparando al meglio. Il mio obiettivo per il futuro è quello di continuare gli studi”.

Fabiana Lo Gatto 5B: “Mi son trovata bene sin da subito. Sono sempre più consapevole di aver preso la scelta giusta. Io avrei preferito la metodologia vecchia di esame, perchè permetteva quantomeno di partirà dalla base di una tesina. Successivamente inizierò un percorso di studi in economia“.

Valensia Saulea 5B: “Quando sono arrivata alle scuole superiori mi son trovata inizialmente un po’ male dato il mio carattere molto timido. Con il passare del tempo è andato tutto meglio. Per quanto riguarda l’esame, il nuovo sistema ci da la possibilità di dimostrare quello che siamo. Al termine della scuola proverò a continuare gli studi in ambito letterario”.

Maria Chiara Condello: “Ho fatto i primi due anni in una sezione diversa, poi ho scelto la RIM per poter studiare l’economia tradizionale. Per chi è ansioso è sicuramente meglio il metodo tradizionale, perchè si ha un punto di partenza. Con la seconda metodologia invece bisogna essere bravi e rapidi a collegare i vari argomenti. Nel mio futuro cosa vedo? Proverò il concorso in Finanza“.

Salvatore De Stefano: “Ho scelto l’indirizzo RIM, l’ho scelto perchè ho la passione anche per le lingue, oltre che per l’economia. La maturità è una tappa fondamentale, stiamo puntando sulle capacità trasversali: su come affrontare gli esami. Essendo periti, dobbiamo avere la capacità di spaziare tra le materie. Da un punto di vista della praticità sarebbe stata meglio la vecchia tipologia, dal punto di vista delle competenze è meglio la seconda, questa da maggiori possibilità. Nel futuro continuerò gli studi perchè sogno di realizzarmi professionalmente”.

 

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