Università Dante Alighieri, concluso il corso per educatore psicosociale
02 Marzo 2018 - 13:07 | di Eva Curatola

Concluso il corso di formazione per educatore psicosociale nella marginalità. Un’attività formativa che vuole andare incontro alla dinamiche di difficoltà del territorio, special modo nel rapporto con i più giovani, soprattutto quanti provengono da situazioni familiari e sociali di disagio. Per farlo, ovviamente, è necessario avere delle risorse altamente professionalizzate qualsiasi sia l’ambito d’azione: dalla scuola agli oratori. In tal senso, il Csi di Reggio Calabria, in collaborazione con l’Università “Dante Alighieri”, il Csv dei Due Mari , Lions Club Reggio Calabria Sud “Area Grecanica” e l’associazione Inside hanno promosso il primo corso di formazione giunto al termine proprio lo scorso 1 marzo.
La risposta dei corsisti è stata eccellente: oltre cento gli iscritti, per la maggior parte ragazze, che hanno seguito con costanza e attenzione il modulo teorico del corso che si svilupperà, da marzo sino all’estate, con un tirocinio formativo. Un vero e proprio «esercito di educatrici». Un antidoto alla devianza giovanile e alle derive mafiose tra i più giovani, proprio come sosteneva l’illuminato Gesualdo Bufalino, uno dei principali intellettuali meridionali dello scorso secolo, rispetto al contrasto con Cosa Nostra tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Così, la sfida alla subcultura ndranghetista parte proprio dai banchi della “Dante Alighieri”.
Studenti, insegnanti, assistenti sociali, allenatori e pedagogisti per un mese sono stati i protagonisti di un percorso di crescita, confronto e formazione che punta a fornire competenze specifiche su diversi strumenti (uno su tutti, lo sport) indispensabili per acquisire i codici necessari affinché si possano modulare percorsi e interventi educativi, rendendole opportune e significative al contesto sociale in cui si opera. Tra i relatori intervenuti il docente Vincenzo Romeo, il pedagogista Piero Surfaro, l’educatore Giuseppe Pericone, il medico Egidio Imbalzano, le psicologhe Anna Rossi e Carmelina Toscano, nonché sociologo e direttore dell’area Welfare nazionale del Csi, Michele Marchetti.
«Aver pensato ad un modulo specifico su gioco e sport, rende ancora più significativa la nostra azione quotidiana – spiega Mimmo Aricò, vicepresidente del Csi Reggio Calabria che ha seguito da vicino questo ambito formativo del Comitato – Lo sport, in questo momento, è l’unico ponte per comunicare e interagire con i ragazzi. Fornire competenze specifiche sul valore educativo e terapeutico del gioco, sarà determinate per avviare percorsi sociali ed educativi nelle zone più a rischio della nostra Provincia». L’ultima parte del corso sarà dedicata alla parte esperienziale con il tirocinio presso realtà sociali del territorio reggino.
