Reggio, pazienti SSP in piazza: ‘Perché non possiamo curarci nel miglior modo possibile?’
Il cambio di farmaco - da Endoprost e Iloprost - ha scatenato una lunga serie di effetti collaterali gravi. La denuncia e la richiesta al GOM di Reggio
28 Novembre 2025 - 16:58 | di Redazione

Questa mattina, in Piazza Italia a Reggio Calabria, è andata in scena la protesta organizzata da pazienti affetti da sclerosi sistemica progressiva, che da tempo denunciano le difficoltà legate al cambiamento del farmaco per la loro cura.
La manifestazione è stata la risposta diretta alla commissaria del Grande Ospedale Metropolitano (GOM), Tiziana Frittelli, che aveva smentito le accuse di carenza del farmaco originale, Endoprost, a favore dell’Iloprost.
Azzarà in piazza a sostegno delle pazienti SSP
A prendere la parola per primo è stato Nuccio Azzarà, già sindacalista e attivista cittadino facente parte del Polo Civico del dott. Lamberti Castronuovo, che ha rivelato:
“Oggi la risposta alla dottoressa Frittelli viene dalle pazienti stesse. Stanno dicendo a chiare lettere che hanno il diritto di essere curate nel miglior modo possibile, come garantito fino ad aprile dello scorso anno, con il farmaco Endoprost. Dunque la mia denuncia non era priva di fondamento”.
Il farmaco originario, Endoprost, è stato sostituito da Liloprost, ma per molti pazienti, questa sostituzione ha avuto gravi conseguenze.
La testimonianza delle pazienti
“Non abbiamo mai detto di non esser stati curati. Ma non possiamo più accettare di essere curati con un farmaco generico che ci sta causando effetti collaterali gravi, come mal di testa, dolori addominali e vomito”.
Nel cuore della protesta, alcune pazienti hanno raccontato la loro esperienza con il nuovo trattamento. Una di loro, visibilmente provata, ha raccontato come da oltre vent’anni stesse seguendo una terapia con Endoprost, senza alcun problema significativo.
“Il mio stato di salute si è stabilizzato grazie a quel farmaco – ha affermato – ma ora con Liloprost non riesco più a terminare la flebo. I dolori sono insopportabili”.
Un’altra paziente ha sottolineato che il cambiamento di farmaco ha avuto effetti devastanti anche sulla sua salute.
“Col tempo, persone che non avevano mai avuto problemi sono tornate ad avere ulcere, disturbi cardiaci, problemi renali e polmonari. Questo non era mai successo con Endoprost. Abbiamo accettato la sostituzione sperando che fosse una soluzione, ma la realtà è ben diversa.
Chiediamo alla dottoressa Frittelli di assumersi la responsabilità di mettere per iscritto che il farmaco generico non ci sta causando danni. Perché non ripristinare l’Endoprost, il farmaco che ci ha aiutato per anni? Perché non possiamo curarci nel miglior modo possibile?”.
La richiesta è quella di tornare alla terapia originale, quella che per anni aveva garantito loro una vita più stabile e senza gli effetti collaterali ora causati dal farmaco sostitutivo.
