Viola, torna a parlare coach Mecacci: "Nessun tesserato ha ricevuto i bonifici del 24 aprile"

Matteo Mecacci non nasconde l'amore per la città di Reggio Calabria, allo stesso tempo evidenzia i grandi problemi che affliggono la Viola

Matteo Mecacci, allenatore dei neroarancio torna a parlare tramite Antenna Febea. Il coach ha parlato a 360°: dalla gestione Mood Project del club alle possibili strade per il futuro. «Gallo è il mister X? Farei a piedi dall’Arena dello Stretto a Gambarie d’Aspromonte», ha detto il capoallenatore toscano.

Gli stipendi arretrati.

«La situazione è variegata. Mi spiego meglio: giocatori e staff non hanno percepito la stessa quantità di mesi. Ai giocatori, dopo che gli è stato pagato uno stipendio grazie agli sforzi dei tifosi, è stata corrisposta un’altra mensilità da parte di Alessandro Menniti  tramite una società, non la Mood Project, addirittura prima del closing. Poi nel corso dei mesi sono stati fatti degli acconti che hanno portato ogni giocatore ad avere delle pendenze diverse rispetto a quello dei propri compagni. Per quanto riguarda lo staff, compreso il sottoscritto, è stato pagato soltanto uno stipendio dal vecchio amministratore unico, Aurelio Coppolino».

Il bonifico del 24 aprile.

«Arriviamo così al 20 aprile, prima della gara con la Luiss Roma, quando durante un incontro alla presenza di due componenti del Trust era stato suggerito alla proprietà di pagare almeno due stipendi (ottobre e novembre per lo staff) sui quali erano state consegnate le ricognizioni di debito e la sesta rata Nas. Va precisato quindi che le ricognizioni di debito ovviamente non valgono per tutte le mensilità, ma soltanto per quei due stipendi. Il 24 aprile ci è arrivato qualcosa che assomiglia a una contabile da una banca del Montenegro, il dramma è che siamo al 21 maggio e questi soldi non sono mai arrivati».

L’accordo con i tesserati.

«L’ultima volta che ho visto la rappresentanza della proprietà è stato l’8 maggio, giorno in cui è stato perso il primo ricorso. In una riunione alla presenza di tutto lo staff e dei giocatori ci venne proposto che saremmo stati contattati dagli avvocati della Mood Project per la discussione dei piano di rientri. Con un po’ di ritardo questo si è verificato solamente per i giocatori, ma l’accordo non è mai stato trovato. Nello specifico al mio procuratore venne detto che la proprietà voleva trattare con me di persona, ma io non ho ricevuto mai nessun cenno in tal senso. Aggiungo: oggi il professor Neri riferendomi di un colloquio con la società ha saputo che “gli avvocati si sono fermati in attesa di evoluzioni con l’Amministrazione comunale”».

Le “manovre” del duo Menniti-Condello.

«Siamo al giorno subito dopo Gara2 contro Pescara, quando è stato coinvolto –  anche sotto mio suggerimento – Gaetano Condello che si è prestato in maniera totalmente gratuita a darci una mano per ricontattare i procuratori e cominciare a fare dei piani di rientro. Tra l’altro si erano raggiunti degli accordi soddisfacenti. Il giorno successivo è arrivata la mazzata dell’esclusione dal campionato. Per quanto ne so, quindi, il rapporto si è arenato».

La tesi del complotto della Fip.

«Si può credere a tutte le teorie del complotto o che la terra sia piatta, ma io credo che la Fip nazionale abbia fatto quello che è previsto dai regolamenti. Anzi penso che ci sia stata anche pazienza: il giorno prima dell’esclusione eravamo stati avvertiti che i soldi ancora non erano stati visualizzati e che questo avrebbe potuto comportare ulteriori problemi. Sia rappresentanti del Trust che del Comitato “Mito Viola” hanno visto come, nel limite dei regolamenti, la FederBasket e la Lega ci hanno sempre dato una mano. Diciamo la verità: è stata fatta un’enorme stronzata».

La situazione del movimento reggino.

«Ho l’esperienza di Siena, quando accade un vuoto di questo tipo c’è sempre questa situazione. Serve unità di intenti affinché la Viola Reggio Calabria disputi un campionato consono alla propria storia: è normale che qualsiasi tipo di progetto debba avere la giusta sostenibilità economica per evitare ulteriori danni e calpestare la dignità degli appassionati neroarancio».

Il futuro di Matteo Mecacci.

«In questo momento sto realizzando che il campionato è finito, sto cominciando a guardarmi intorno e sta iniziando ad arrivare qualche proposta. Non mi nascondo che sto seguendo in maniera molto interessata nella meravigliosa città di Reggio Calabria. Vorrei davvero capire in costa consiste il piano del sindaco Falcomatà di cui ha parlato ai vostri microfoni».

E se fosse Luca Gallo?

«Personalmente partirei dall’Arena dello Stretto per raggiungere a piedi Gambarie d’Aspromonte: lo faccio come fioretto. A scanso di battute, rappresenterebbe un imprenditore serio, credibile e con importanti disponibilità per programmare un progetto pluriennale di rinascita con la giusta ambizione. Personalmente ho avuto la fortuna di incontrarlo in maniera casuale in Piazza Duomo e ci siamo presentati. L’impatto è stato positivo, quando da uomo di sport mi ha detto: “Coach vi ho seguiti, mi dispiace per come sia finita. Non ve lo meritavate”. È stato un momento piacevole».

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