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#TalentiReggini – Iaria vince il ‘Premio Dardanello’: “Racconto la mia avventura”


di Pasquale Romano – Da Reggio Calabria a Milano…passando per il Giappone. Marco Iaria è uno dei giornalisti di punta della ‘Gazzetta dello Sport’, la finanza applicata al calcio il settore di riferimento nel quale si è specializzato. Il ‘Premio Dardanello’ (riconoscimento assegnato al miglior giornalista sportivo under 40) è solo l’ultimo traguardo di una carriera ricca di soddisfazioni.

“La soddisfazione è enorme –dichiara Iaria ai microfoni di City Now– sia per l’importanza che riveste il premio, sia perchè a votarmi sono stati illustri colleghi. Per la prima volta a vincere è stato un giornalista della Gazzetta dello Sport, altro motivo di orgoglio”.

Lungo e articolato il percorso che ha portato Iaria a Milano, ai vertici del giornalismo nazionale. Il cammino era iniziato in riva allo Stretto…: “Ero davvero giovane -ricorda divertito- collaboravo con Telereggio e il Quotidiano della Calabria. Mi occupavo di Viola e Medinex, e ovviamente della Reggina. Era il periodo di massimo splendore sportivo per la città di Reggio Calabria, numerose le società che partecipavano al principale campionato nazionale”.

Nel 2004 il grande salto. Con un bagaglio fatto di coraggio e un pizzico di incoscienza, Iaria parte alla volta di Roma, prima di un viaggio in Giappone che ne ha mutato il destino. “Sono ripartito da zero, nel tentativo di ritagliarmi il mio spazio in ambito nazionale. La tournée della Reggina in Oriente (erano i tempi di Nakamura, ndr) si è rivelata l’occasione ideale. Quel viaggio di vita e lavoro è stato fondamentale per la mia crescita”.

Nel 2010 il giornalista reggino ha pubblicato in Italia il libro “Donne, vodka e gulag. Eduard Streltsov, il campione“, finalista al premio “Bancarella Sport 2011″. Nel libro viene raccontata l’incredibile vicenda accaduta al campione russo, chiamato all’epoca il ‘Pelèrusso’, rinchiuso in un gulag dopo l’accusa di violenza carnale.

Da diversi anni esperto di economia applicata al calcio, Iaria si dice fiero in modo particolare dell’inchiesta che ogni anno viene pubblicata sulla ‘Gazzetta dello Sport’: “E’ diventato un appuntamento fisso per tifosi e addetti ai lavori. Si tratta di uno studio approfondito, analitico, sui bilanci della società di serie A. Ricordo con meno piacere le interviste ai dirigenti sportivi, le promesse esternate raramente vengono mantenute”.

Iaria torna appena possibile a Reggio Calabria
, per riabbracciare la famiglia e gli amici di sempre. Il cordone ombelicale non si è mai reciso, non a caso la nostalgia riaffiora di tanto in tanto: “Soprattutto ricordando i tempi della scuola, cosi spensierati e con la voglia di ribellarsi. Il ‘Circolo Polimeni‘ era la mia seconda casa, li con gli amici trascorrevamo le sere d’estate. Mi piaceva giocare a tennis, anche se con pessimi risultati (ride, ndr). Andò meglio con il giornaletto del circolo, esperienza formativa e che coinvolse tutti”.

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