Milazzo, l’ex Mileto: ‘Andato via dalla Reggina, avevo pensato di smettere. E invece…’

"Aspetto da due anni di scendere in campo al Granillo, uno stadio incredibile"

Pallone serie D 2025-26

Giovanni Mileto, portiere classe 2005 del Milazzo, si è raccontato ai nostri microfoni di seried24. Domenica incontrerà la sua ex squadra, la Reggina, società nella quale è calcisticamente cresciuto:

Stiamo andando meglio di quanto tutti potessero mai pensare: a inizio anno si diceva che avremmo dovuto lottare nella parte bassa della classifica, invece abbiamo risposto e stiamo facendo qualcosa di importante anche grazie allo staff e ai tifosi. Come dico sempre bisogna darsi tanti obiettivi durante la stagione: il nostro è la salvezza e lotteremo per quello, poi, in corso d’opera, senza montarci la testa, vedremo se riusciremo a giocare per qualcosa di più importante“.

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Sono contento di come sta andando questo campionato a livello personale: per me è importante perché sono al mio ultimo anno da under e sto cercando di sfruttarlo nel miglior modo possibile. Sapevo che Milazzo era una piazza seguita e ho deciso di sposare questo progetto anche perché qui c’erano il mister Catalano e il DS Strianese, che già mi conoscevano dopo l’esperienza a Paternò dello scorso anno“.

Il settore giovanile alla Reggina

“Ho fatto cinque anni nel settore giovanile della Reggina, tra alti e soprattutto bassi, dunque non vedo l’ora di giocare. Aspetto da due anni di scendere in campo al “Granillo”, uno stadio incredibile, con quel clima, sarà un’emozione difficile da spiegare. Quello che mi darà la carica durante il prepartita sarà la parola “riscatto”, perché ho pensato di smettere una volta andato via da lì, quindi ho sempre avuto il desiderio di andare a Reggio e dimostrare che io non ero ciò che dicevano loro“.

“Ho avuto un brutto periodo quando ho lasciato la Reggina: alla mia prima esperienza in Eccellenza ero poco considerato, sia dal mister sia dal gruppo. Non era facile perché viaggiavo sul treno per quasi due ore dopo la scuola e durante il tragitto dovevo anche studiare, così ho lasciato la squadra a gennaio ma sono rimasto senza giocare per tutto il resto della stagione. È stato proprio in questo periodo che, però, sono cresciuto. Credo che in pochi avrebbero fatto quello che ho fatto io: allenarsi dalle 14:30 alle 19:00 con tre categorie diverse per coltivare questo sogno, continuando a metterci il 200% dentro e fuori dal campo, uscendo poco, facendo una dieta sana, non bevendo, non fumando.

Poi ho avuto la possibilità di riprovarci in Eccellenza con il Bocale, nonostante il portiere titolare fosse Pietro Marino, ex Reggina con presenze anche in Serie A e B. Una scelta dettata da un pizzico di follia, ma le prime due partite sarei stato titolare per la sua squalifica: lì mi giocavo tutto, sono andato entrambe le volte in top 11 e lì è stato l’inizio della mia rinascita. Il mio obiettivo è giocare tra i professionisti e riuscire ad arrivare il più in alto possibile“.