Reggio, gli auguri di Natale di Mons. Morrone: ‘Esercitiamoci ad essere operatori di pace’ – VIDEO
L’arcivescovo Morrone parla a credenti e non credenti: il Natale come tempo di speranza, pace e gesti concreti
25 Dicembre 2025 - 06:58 | di Redazione
Un messaggio che parla a tutti, credenti e non credenti, e che va oltre le luci, i riti e la dimensione più esteriore delle festività. È l’augurio di Natale affidato al videomessaggio di Monsignor Fortunato Morrone, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova e presidente della Conferenza Episcopale Calabra.
«Mi rivolgo a tutti qui in città e nel nostro territorio diocesano, a tutti coloro che portano dentro una speranza, una speranza di vita migliore», esordisce il presule.
Una speranza che può anche non essere cristiana, ma che resta centrale:
«Questo non importa, perché ciò che è umano interessa Dio».
Da qui l’augurio di «un Santo Natale a ciascuno di voi», vissuto non solo come festa, ma come occasione per fermarsi e guardarsi dentro.
Oltre le luci e i riti, il Natale come tempo interiore
Monsignor Morrone invita a non fermarsi alla superficie:
«Al di là delle luci, dei doni, che ci stanno perché è festa, questa è una festa bella se ci fa rientrare in noi stessi».
Un invito a riconoscere il bene che abita ogni persona:
«Al di là di tutte le ammaccature che abbiamo, c’è del bello in noi, c’è della generosità».
E richiama i tanti gesti quotidiani, spesso silenziosi:
«Tutti fate piccoli gesti, sappiatelo, indipendentemente dalla speranza che vi portate dentro».
Il significato cristiano del Natale e la luce che resiste
Rivolgendosi poi ai cristiani, l’arcivescovo chiarisce il senso profondo del Natale:
«Non è semplicemente quello delle lucette, anche se richiamano la luce che è venuta in questo mondo e non si lascia distruggere dalle tenebre».
Una luce che resiste anche in tempi difficili:
«Certo, tante speranze possono svanire, stiamo vedendo cose assurde».
Pace, Gesù e l’impegno quotidiano
Al centro del messaggio c’è il tema della pace.
«Noi stiamo cercando la pace», afferma, spiegando che per i cristiani «la pace è il Signore Gesù».
Non un’idea astratta, ma una vita concreta:
«La sua vita, il suo stile, le sue scelte, le sue sofferenze, le sue indignazioni, la sua generosità estrema».
In Gesù, sottolinea, «l’umano tocca il vertice», un’umanità così alta da essere riconosciuta anche da chi non è credente,
«perché è l’umano di Dio reso visibile in Gesù di Nazareth».
Da qui l’esortazione a tradurre la pace in gesti concreti:
«Vogliamo la pace? Allora esercitiamoci a essere operatori di pace».
Anche nella vita quotidiana e nelle relazioni più vicine:
«Forse c’è qualche fratello, sorella, amico o amica con cui porti rancore. Fai il primo passo. Da qui si parte per costruire la pace e relazioni fraterne».
Il cuore del Natale e l’augurio finale
Nel finale, Monsignor Morrone richiama il cuore del Natale:
«La vita che nasce è sempre una bella sorpresa, apre alla speranza».
Ma pone una domanda diretta:
«È il Natale di Gesù?».
Da qui l’invito a conoscerlo di più, «per capire come vivere la nostra esistenza», un’esistenza che in Gesù è «umanissima perché è divinamente umana».
Il videomessaggio si chiude con un augurio semplice e netto, rivolto a tutta la comunità:
«Gesù di Nazareth, nato dalla Vergine Maria, figlio del Padre, il Verbo incarnato. Auguri, Santo Natale a tutti».
