Polistena, il sindaco Tripodi lancia l’allarme: ‘A rischio sopravvivenza dell’ospedale’
'Chiediamo con urgenza di sapere se è fondata la notizia dell’imminente chiusura del reparto di anestesia rianimazione", le parole di Tripodi
03 Gennaio 2026 - 15:07 | Comunicato Stampa

‘Esprimiamo forte preoccupazione in merito alle notizie, sempre più insistenti, dell’imminente chiusura del reparto di Anestesia-Rianimazione dell’Ospedale di Polistena. Da quanto ci viene segnalato, l’impossibilità di attivare nuove proroghe per i liberi professionisti sta determinando un grave disagio organizzativo. Senza anestesisti e rianimatori sono a rischio perfino gli interventi chirurgici’. Il sindaco di Polistena Michele Tripodi lancia l’allarme in merito alla situazione dell’ospedale.
“Siamo di fronte a una condizione di sofferenza che si aggrava ulteriormente per l’assenza temporanea di diversi medici cubani, a quanto pare attualmente in riposo per un periodo fino a febbraio. Questa situazione dà la misura dell’importanza e dell’indispensabilità del contributo dei medici cubani, i quali tuttavia non possono rappresentare una soluzione strutturale e permanente per i nostri ospedali.
Al tempo stesso, essa evidenzia un limite programmatico che una visione politica miope da parte della Regione Calabria ha mostrato fino a oggi: non aver investito in soluzioni stabili e durature, accontentandosi di affrontare le emergenze “alla giornata”, senza strategie e prospettive certe per l’Ospedale di Polistena e per gli altri presìdi del comprensorio.
Senza personale medico e paramedico la sanità della Piana non ha futuro. Altro che promesse di nuove strutture! Chiediamo con urgenza di sapere se è fondata la notizia dell’imminente chiusura del reparto di anestesia rianimazione e, soprattutto, quali misure immediate e strutturali l’ASP e la Regione Calabria intendano assumere per garantire continuità assistenziale, sicurezza dei percorsi chirurgici e risposte concrete ai bisogni degli ammalati di tutto il territorio”, conclude il sindaco di Polistena.
