Nuova illuminazione del lungomare di Reggio, Fondazione Mediterranea critica: ‘Non in sintonia con la storia della città’

"Un insieme devastante per la Reggio è rappresentato dalla inconsistenza progettuale e dalla disattenzione nei controlli, un vero cancro per la città"

illuminazione lungomare rc

“Contrariamente a quanto avvenuto in passato, ovvero che si spacciassero per restauro vere e proprie demolizioni di pezzi storici cittadini, come avvenuto per piazza De Nava, l’operazione di restyling che si sta effettuando sul lungomare reggino ha una sua ratio e risponde a ben precise esigenze di ammodernamento e funzionalità.

In altri termini, a questa operazione urbanistica si può legittimamente adattare il termine di restyling urbano ovvero di intervento messo in cantiere per rimodulare un pezzo di città, migliorandolo sotto il profilo sia estetico che funzionale, con il dichiarato obiettivo di renderlo non solo più bello ma più sicuro e accessibile”. E’ quanto afferma in una nota la Fondazione Mediterranea.

Il riferimento a piazza De Nava

“Si potrebbe considerare che un simile approccio sarebbe stato non solo utile ma oltremodo doveroso nei confronti di piazza De Nava, demolita completamente piuttosto che essere oggetto di un attento restauro.

Ma il discorso ci porterebbe lontano e distoglierebbe l’attenzione dall’oggetto di questo intervento, che riguarda il sistema di illuminazione adottato nei tratti di lungomare oggetto del citato restyling”.

Come afferma tra l’altro il dr. Vincenzo Vitale, presidente della Fondazione Mediterranea, risulta chiaro ed evidente dalle immagini fotografiche che i pali e paletti scelti per l’arredo funzionale illuminante non hanno alcuna connessione estetica con lo spirito dei luoghi. In altre parole, questi arredi non rimandano al periodo storico della ricostruzione reggina dopo il sisma del 1908 e, urbanisticamente, non hanno relazione alcuna con l’estetica liberty dell’inizio del ventesimo secolo.

Cosa ben diversa era avvenuto con il precedente intervento del periodo della sindacatura di Italo Falcomatà con la scelta di supporti di illuminazione perfettamente in sintonia con la memoria e l’identità dei luoghi”, conclude la Fondazione Mediterranea.

Domande su progettazione e controlli

Come può succedere che in pezzi di città caratterizzati da una memoria storica ben documentata e da un sedime identitario tanto ben definito da costituire un paradigma cittadino unanimamente conosciuto e apprezzato, si progetti un sistema di illuminazione che esteticamente non ha alcun rapporto con i citati sedime identitario e memoria storica?

Approssimazione e superficialità dei progettisti? Loro ignoranza della storia cittadina e degli stili architettonici che hanno contraddistinto la Reggio della ricostruzione? Se la Soprintendenza non interviene in queste palesi aberrazioni stilistiche che altra funzione essa svolge? Si limita solo a demolire piazze storiche, come piazza De Nava, e progettare altre cose discutibilissime, come il Lido Comunale, da cui evidentemente deriva un pur legittimo arrotondamento stipendiale dei suoi travet?

Un insieme devastante per la città, quindi, è rappresentato dalla inconsistenza progettuale e dalla disattenzione nei controlli: queste due caratteristiche, ahimé già evidenti in altre circostanze, sono un vero cancro per la città”.