Dierre, Arrighini: ‘Prima Palermo, poi la seconda fase’
Una vittoria importante e dominante, che conferma la prima posizione in classifica
28 Gennaio 2026 - 09:11 | Comunicato

Dopo il successo contro Svincolati Milazzo, Filippo Arrighini, centro nativo di Cengio (Savona), ha fatto il punto sulla partita e sulla stagione in diretta all’interno del format Tiro da 4, condotto da Giovanni Mafrici, in onda su Reggiotv.
Contro Svincolati? “Era una partita che dovevamo vincere. Con Nova e con Milazzo, in casa loro, ci avevano messo in difficoltà. Al ritorno dovevamo toglierci la soddisfazione di dimostrare a noi stessi di essere cresciuti come squadra“. Il centro analizza poi le caratteristiche degli avversari: “Milazzo rimane una squadra molto giovane, quindi, brutto da dire, ma anche un po’ imprevedibile. Può vincere con chiunque, come può rischiare di rimanere fuori dalla lotta. Noi eravamo subito attenti dal primo minuto per non correre rischi“.
Avanza anche un’osservazione psicologica, sottolineando come il PalaCalafiore possa avere un suo peso: “Quando arrivano al PalaCalafiore, un po’ di paura c’è. Un palazzetto inusuale per una serie C, soprattutto per un ragazzo giovane può essere destabilizzante, può toglierti dalla tua comfort zone“.
Sul percorso della Dierre, Arrighini è chiaro: “Abbiamo sempre detto che stiamo formando un gruppo vero e stiamo macinando vittorie con la giusta fame. Abbiamo deciso di non pensare a niente, solo a lavorare su noi stessi prima di tutto. E qua ci ha portato ad essere primi in classifica“.
Arrighini racconta poi le sue origini: “Ho iniziato a 6 anni a Cairo Montenotte (SV). Da lì mi sono appassionato sin da bambino“. Sul suo ruolo non ha mai avuto dubbi: “Sempre sotto canestro“. Il suo idolo? “Sin da bambino è sempre stato Tim Duncan“.
Uno dei temi centrali è l’impatto del nuovo allenatore, Francesco Inguaggiato arrivato dal Texas: “Mi trovo veramente bene. A livello umano è una super persona, sempre disponibile a parlare. Fa tanto per il gruppo avere una figura come lui“. E sul piano personale, dopo un grave infortunio: “Mi sento molto migliorato. Avere un allenatore che è un ex giocatore e che ha passato lo stesso travaglio, mi ha aiutato anche mentalmente“.
Arrighini, legatissimo alle sue origini, chiude con una riflessione sul basket ligure: “La Liguria ha una tradizione complicata. Adesso è già pazzesco che ci siano squadre in Serie B2, è già un traguardo. La tradizione calcistica è fortissima“.
La Dierre e Arrighini guardano ora al futuro. “Lavorare, lavorare, lavorare – conclude il centro – e poi spero di poter rispondere a questa domanda a giugno“.
