A Saline Joniche l’inaugurazione della mostra ‘Come eri vestita’ contro la violenza di genere
L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Quote Rosa. Particolarmente toccante è stato il contributo dei ragazzi, che hanno letto pensieri e riflessioni sul tema della violenza contro le donne
11 Aprile 2026 - 17:06 | Comunicato Stampa

Una sala piena di giovani, attenti e partecipi, ha dato il segno più forte e autentico dell’inaugurazione della mostra “Come eri vestita”, ospitata presso la delegazione municipale di Saline Joniche. La presenza numerosa degli studenti dell’Istituto Comprensivo Montebello-Motta San Giovanni ha trasformato l’evento in un momento di grande valore civile ed educativo, dimostrando quanto le nuove generazioni siano pronte a farsi portatrici di un cambiamento culturale necessario e urgente.
L’iniziativa di Quote Rosa
L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Quote Rosa, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sul tema della violenza di genere e contrastare stereotipi e pregiudizi ancora troppo radicati.
All’iniziativa hanno preso parte, come si diceva, gli studenti dell’Istituto comprensivo Montebello-Motta San Giovanni, accompagnati dalla dirigente scolastica Margherita Sergi e dai professori di riferimento delle classi che hanno partecipato all’iniziativa, il sindaco di Montebello Ionico, Maria Foti e il dirigente del Commissariato di Roghudi-Condofuri, Filippo Malara.
Particolarmente toccante è stato il contributo dei ragazzi, che hanno letto pensieri e riflessioni sul tema della violenza contro le donne, offrendo uno sguardo profondo e consapevole. Le loro parole hanno rappresentato uno dei momenti più intensi dell’incontro, dimostrando quanto sia fondamentale partire dalle nuove generazioni per costruire una cultura del rispetto e della parità.
Le parole di Anna Comi
“La mostra Come eri vestita – ha dichiarato la presidente Anna Comi – nasce per smontare una delle narrazioni più pericolose, quella che tende a colpevolizzare le vittime. Nessun comportamento, nessun abbigliamento può giustificare la violenza. È necessario un impegno costante, nelle scuole e nei territori, per affermare con forza i valori del rispetto, della dignità e dell’uguaglianza. Siamo pronti a rinnovare il nostro impegno – ha concluso Anna Comi – nel promuovere iniziative di sensibilizzazione e formazione, nella convinzione che solo attraverso il coinvolgimento attivo delle istituzioni, delle scuole e della società civile sia possibile contrastare efficacemente la violenza di genere”.
L’iniziativa rappresenta un momento di riflessione collettiva che richiama ciascuno alla responsabilità di contribuire alla costruzione di una società più giusta, libera da ogni forma di violenza.
