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Uffici ex Inam, cittadini in protesta a Melito. Nastasi chiede un incontro urgente all’Asp

'Ho sempre privilegiato il dialogo, dall’altra parte non è stato neanche ascoltato l’appello ad attendere la conclusione dei lavori già avviati, ed è stata invece comunicata la smobilitazione degli uffici senza alcun preavviso", le parole del sindaco Nastasi

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Cresce la preoccupazione a Melito di Porto Salvo per l’ipotesi di trasferimento in un altro Comune dei servizi sanitari e degli uffici attualmente presenti nella sede ex Inam.

Presso la sede municipale, una folta delegazione di cittadini ha manifestato il proprio disagio per quella che viene definita una “imminente” dislocazione degli uffici. Una scelta che, secondo quanto evidenziato dal Comune, rischierebbe di creare forti difficoltà soprattutto alle fasce più fragili della popolazione: malati, anziani e minori.

Alla protesta hanno preso parte anche cittadini provenienti dai Comuni vicini, in particolare dai centri interni dell’Area Grecanica, che da anni fanno riferimento a Melito di Porto Salvo per l’accesso a servizi sanitari di prossimità.

La richiesta del Comune

Il sindaco Annunziato Nastasi ha chiesto un incontro immediato con la commissaria dell’Asp, dott.ssa Lucia Di Furia, per verificare l’idoneità dei locali che il Comune intende mettere gratuitamente a disposizione.

L’obiettivo dell’amministrazione è evitare il trasferimento fuori dal territorio melitese e garantire la continuità dei servizi sanitari già presenti nella struttura ex Inam.

Secondo il Comune, Melito di Porto Salvo rappresenta da sempre il baricentro dell’Area Grecanica. Per questo motivo, lo spostamento degli uffici in un altro Comune rischierebbe di aggravare una situazione già segnata dalla carenza di collegamenti pubblici e dalla progressiva riduzione dei servizi territoriali.

Nastasi: “Abbiamo cercato il dialogo fino all’ultimo”

Il sindaco Nastasi, intervenendo sulla vicenda, ha ricostruito i passaggi delle ultime interlocuzioni con l’Asp:

«In diverse interlocuzioni intercorse con la Commissaria dell’Asp, dott.ssa Lucia Di Furia, era stata prospettata la possibilità che il Comune di Melito di Porto Salvo concedesse in comodato un immobile comunale per consentire il trasferimento e la continuità dei servizi ex-INAM sul territorio cittadino.

Avevo chiesto tempo per finire i lavori in alcuni immobili e avevo dato piena disponibilità ad andare incontro alle esigenze dell’Asp.

Le scelte che ricadono oggi, anche se figlie del passato, possono essere rimodulate se tutti usiamo il buon senso e la ragione. Io, insieme all’amministrazione, fino ad oggi lo abbiamo fatto. Dall’altra parte non solo non abbiamo avuto le risposte attese, ma ci siamo trovati di fronte un muro di sole paventate promesse.

Nel corso degli incontri istituzionali, avevamo inoltre rappresentato con forza la necessità di un potenziamento di alcuni servizi legati all’ospedale Tiberio Evoli, struttura fondamentale per l’intera area grecanica e jonica meridionale.

Ho cercato, fino all’ultimo, di privilegiare il dialogo e l’interlocuzione istituzionale, nella convinzione che il confronto serio e responsabile potesse portare ad una soluzione condivisa nell’interesse esclusivo dei cittadini. Purtroppo, dall’altra parte non è stato neanche ascoltato l’appello ad attendere la conclusione dei lavori già avviati, ed è stata invece comunicata la smobilitazione degli uffici senza alcun preavviso.

Come Sindaco, ho il dovere morale ed istituzionale di difendere la mia comunità, anche rispetto a decisioni assunte da soggetti diversi dal Comune, quando tali scelte rischiano di arrecare disagi ai cittadini e di impoverire ulteriormente l’offerta dei servizi sanitari sul territorio.

Continueremo a far sentire la nostra voce in tutte le sedi competenti, con fermezza ma sempre nel rispetto delle istituzioni, affinché Melito di Porto Salvo e l’intero comprensorio non vengano privati di servizi essenziali».

Il nodo dei servizi sanitari nell’Area Grecanica

La questione non riguarda solo Melito. Il possibile trasferimento degli uffici ex Inam tocca l’intero comprensorio grecanico, soprattutto i paesi interni, dove la presenza di servizi sanitari vicini rappresenta spesso l’unica possibilità concreta per anziani, famiglie e persone fragili.

Da qui la richiesta di un confronto urgente. Il Comune chiede all’Asp di valutare i locali messi a disposizione dall’ente e di evitare decisioni che possano allontanare ulteriormente i cittadini dai servizi essenziali.

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