Sanità in Calabria, il Pd attacca Occhiuto: ‘Accordo con la Lombardia certifica il fallimento’
Sanità Calabria, la Federazione Metropolitana del Pd critica Occhiuto: “I calabresi continuano a curarsi fuori regione”
16 Maggio 2026 - 16:39 | Comunicato Stampa

“La nuova intesa annunciata dal presidente Occhiuto con la Lombardia per la mobilità sanitaria passiva rappresenta l’ennesima ammissione di fallimento del centrodestra che governa la Calabria dal 2020 e che, dopo anni di propaganda e risultati raggiunti solo sui social, non è stato ancora in grado di garantire ai cittadini il diritto fondamentale alla cura nella propria terra”.
È quanto afferma la Federazione Metropolitana del Partito Democratico di Reggio Calabria.
I dati sulla mobilità sanitaria passiva
“Lo stesso Occhiuto, annunciando il nuovo accordo dopo quello già sottoscritto con l’Emilia-Romagna, conferma che la Calabria continua a perdere migliaia di pazienti verso il Nord. I numeri parlano chiaro e raccontano un peggioramento costante della mobilità sanitaria passiva proprio negli anni del governo regionale di centrodestra.
Nel 2022 il saldo negativo della mobilità sanitaria aveva raggiunto i 304,8 milioni di euro. Nel 2024 la spesa era stata pari a 304.785.703 euro. Nel 2025, invece, la mobilità sanitaria passiva ha sottratto alla Calabria ben 326.932.808 euro, con un aumento di oltre 22 milioni di euro in un solo anno e con il peggior saldo d’Italia”
La critica alla gestione sanitaria
“È la prova evidente che il sistema sanitario regionale continua a non dare risposte adeguate ai cittadini, costretti ancora oggi ai viaggi della speranza per visite, interventi e cure specialistiche. Dopo quasi sei anni di governo del centrodestra, invece di ridurre la mobilità passiva, si pensa a istituzionalizzarla”.
La richiesta dei calabresi
“Ma i calabresi non chiedono convenzioni per partire, piuttosto chiedono ospedali funzionanti, medicina territoriale efficiente, personale sanitario, servizi adeguati e tempi di attesa accettabili.
La Calabria continua invece a trasferire centinaia di milioni di euro verso le regioni del Centro-Nord mentre i nostri presidi sanitari restano in difficoltà e, cosi, oltre ad assistere inermi all’emigrazione dei giovani dobbiamo subire anche quella di chi è costretto a lasciare la propria terra di origine per curarsi”.
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