Reggio e Messina unite per l’Unesco: il pesce spada verso la Representative List
Tremila firme e 21 enti d'accordo: lo Stretto di Messina si candida all'Unesco per blindare la cultura secolare della caccia al pesce spada. Ecco il progetto
21 Maggio 2026 - 13:18 | Redazione

L’Accademia Internazionale “Amici della Sapienza” O.D.V. di Messina ha comunicato ufficialmente di aver risposto alla call dell’Unesco, inviando il dossier per la nomination dell’elemento “A pisca du piscispada ‘nto strittu di Missina” (La pesca tradizionale del pesce spada nello Stretto di Messina) per la sua inclusione nella Representative List of the Intangible Cultural Heritage of Humanity. L’iniziativa, promossa in prima persona dalla Prof. Teresa Rizzo (Presidente e Rettore), dalla prof. Paola Radici Colace (Componente del Direttivo) e dallo scrittore Andrea la Fauci, punta a un possibile inserimento formale nella lista per l’anno 2027.
Un’alleanza tra le due sponde dello Stretto
Alla nomination hanno aderito formalmente ben 21 soggetti appartenenti alle due sponde dello Stretto. Le istituzioni e i partner coinvolti hanno riconosciuto in questa forma di caccia tradizionale un bene di rilevanza strategica e un elemento distintivo dell’identità culturale dell’intera area. Si tratta infatti di un patrimonio di saperi, ritualità, linguaggi e strumenti plurisecolari tramandati di generazione in generazione nelle comunità rivierasche di Torre Faro, Ganzirri e Bagnara, oltre che nelle città di Messina e Villa S. Giovanni.
Tra le realtà firmatarie spiccano numerose associazioni ed enti locali:
- Archeoclub-Sezione di Messina e Archeoclub APS. Area integrata dello Stretto
- Centro Internazionale Scrittori della Calabria CIS e Italia Nostra (sedi di Messina e Reggio Calabria)
- Lega Navale Italiana – Sezione di Messina e il Club di Territorio di Reggio Calabria del Touring Club Italiano
- Fondazione Horcynus Orca, Circolo di Legambiente Messina e il Planetario Pythagoras
- Le amministrazioni comunali di Città di Messina e Città di Villa San Giovanni
- Le Pro Loco di Bagnara, Capo Peloro, Casale del Faro e Sinagra, insieme alla VI Municipalità ‘Peloro’
Il sostegno popolare e i progetti di sviluppo
La candidatura è nata da un’ampia sollecitazione delle comunità locali e dei detentori dell’arte in Calabria e Sicilia. La campagna di sensibilizzazione e la petizione online, curate da Paola Radici Colace e Andrea La Fauci, hanno permesso di raccogliere circa tremila firme al momento della presentazione del progetto. Al fianco dei promotori si è schierato anche il mondo scolastico messinese (con gli istituti Evemero, Catalfamo, Luciani, Enzo Drago, Maurolico, Bisazza, Caio Duilio e Ainis) e le principali parrocchie della Riviera Nord.
L’invio del dossier ha dato vita a un vero e proprio laboratorio progettuale. Oltre alle misure di salvaguardia del bene, sono stati avanzati piani di sviluppo con ricadute rilevanti sotto il profilo culturale, turistico, economico, antropologico e paesaggistico. Le proiezioni confermano che il riconoscimento Unesco costituirebbe un’importante opportunità per la promozione internazionale dell’area e per lo sviluppo di modelli di turismo sostenibile legati alle millenarie tradizioni marinare.
Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie
