Ponte sullo Stretto, Greenpeace: ‘Troppe forzature. Un’inutile colata di cemento’
"Greenpeace, con altre associazioni e comitati, continuerà a opporsi". La nota
10 Giugno 2026 - 14:21 | Comunicato stampa

Le indagini per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina aggiungono preoccupazione a una vicenda caratterizzata da troppe forzature: da quelle sulle norme sugli appalti e sulla tutela dell’ambiente, alle norme inserite nei decreti sicurezza che criminalizzano chi protesta contro questi ecomostri, fino al tentativo di modificare i poteri stessi della Corte dei Conti. Lo scrive Greenpeace.
Greenpeace: “Un’antologia di forzature delle norme”
“La vicenda del Ponte sullo Stretto si configura come un’antologia di forzature, più o meno palesi, delle norme che sostengono la nostra democrazia”, dichiara Alessandro Giannì, responsabile Relazioni Istituzionali e Scientifiche di Greenpeace Italia.
“Greenpeace, con altre associazioni e comitati, continuerà a opporsi a questa inutile colata di cemento e a ricordare a tutte e tutti, comprese le autorità europee, che questa vicenda è una minaccia che va ben oltre le pur importanti questioni di tutela dell’ambiente”.
La campagna “Aggiungiamo bellezza al mare” e la biodiversità
La scorsa settimana Greenpeace ha lanciato la campagna Aggiungiamo bellezza al mare che ha mostrato come l’area marina dello Stretto di Messina sia ricca di biodiversità e abbia caratteristiche di unicità nel Mediterraneo che meriterebbero una reale tutela, con la creazione di un’Area Marina Protetta, anziché un progetto pericoloso come quello del Ponte sullo Stretto, che rischia di distruggere interi ecosistemi.
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