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Addio Igor Protti, il calcio piange lo Zar: quel gol che gelò il Granillo contro la Reggina

Condivide con Dario Hubner un record storico e forse ineguagliabile

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È morto nella notte Igor Protti, ex attaccante e simbolo di quel calcio romantico che oggi non c’è più. Aveva 58 anni e da tempo combatteva contro una grave malattia, raccontata pubblicamente con coraggio e sincerità. A dare la notizia è stata la famiglia attraverso un messaggio pubblicato sui social. Un ultimo saluto che lo stesso Protti aveva voluto lasciare ai suoi cari, agli amici e ai tifosi. Poche parole, intense, nelle quali l’ex capitano amaranto ha paragonato la propria vita a una partita arrivata al “fischio finale”.

Una bandiera del calcio italiano

Igor Protti non è stato soltanto un grande attaccante. È stato una bandiera. Uno di quei calciatori capaci di legarsi in modo profondo a una città, a una maglia, a una tifoseria. Nato a Rimini il 24 settembre 1967, ha costruito la sua carriera partendo dalle categorie minori, fino a diventare uno dei bomber più riconoscibili del calcio italiano. Ha vestito, tra le altre, le maglie di Messina, Bari, Lazio, Napoli, Reggiana e Livorno.

Il suo nome resterà però legato soprattutto al Livorno, squadra e città di cui è diventato simbolo assoluto. Con la maglia amaranto ha scritto alcune delle pagine più belle della sua carriera, entrando nel cuore dei tifosi, anche se uno dei momenti più alti della sua storia calcistica arrivò nella stagione 1995-96, quando con il Bari vinse il titolo di capocannoniere della Serie A con 24 gol. Un’impresa rara, resa ancora più significativa dal fatto che arrivò con una squadra che a fine stagione retrocesse. Insieme a Dario Hubner è l’attaccante ad aver conquistato il titolo di capocannoniere in tutte e tre le categorie professionistiche: serie A, B e C.

Quel gol alla Reggina nel derby dello Stretto

Nel percorso di Protti ci sono anche degli incroci con la storia della Reggina. Il 18 marzo 1990, nel campionato di Serie B, l’allora attaccante del Messina decise il derby dello Stretto giocato al Granillo. La sfida tra Reggina e Messina finì 0-1, con gol proprio di Protti al 51’. Una rete pesante, rimasta nella memoria dei tifosi giallorossi e amaranto. Un frammento di quella lunga rivalità sportiva tra le due sponde dello Stretto, nella quale Protti lasciò il segno. Alla Reggina segnò anche nella stagione 90-91 al Celeste.

Il saluto del calcio a Igor Protti

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel calcio italiano. Non solo per i gol, i record e le maglie indossate. Ma per il modo in cui Protti ha vissuto il calcio: con passione, appartenenza e rispetto. In campo è stato un attaccante vero. Fuori dal campo, un uomo capace di farsi voler bene anche dagli avversari. Oggi il calcio saluta Igor Protti, lo Zar. Un bomber forte e romantico, legato a un’idea di calcio fatta di sudore, maglie amate e tifosi mai dimenticati.

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