Calabria pioniera con UberX, Occhiuto: ‘Primi in Italia, battuta anche Roma. Opportunità per il turismo’
"La Regione ha fatto crescere il numero di turisti e passeggeri, ora mi aspetto che il mercato risponda" le parole del Presidente alla presentazione a Scilla
30 Giugno 2026 - 14:55 | di Redazione
“La Calabria è la prima regione d’Italia ad avere UberX, non c’è nemmeno a Roma”.
È un Roberto Occhiuto visibilmente soddisfatto quello che questa mattina, nella cornice di Scilla, ha tenuto a battesimo lo sbarco ufficiale del colosso americano della mobilità sul territorio calabrese. Il Presidente della Giunta regionale ha rivendicato con forza il primato della sua amministrazione, capace di battere sul tempo le grandi metropoli italiane grazie a una decisa azione di snellimento burocratico.
“UberX è il servizio più cheap di Uber – ha spiegato il Governatore alla stampa locale –. Siamo molto contenti perché sarà un’ulteriore possibilità che avranno i cittadini e i turisti per spostarsi e raggiungere le località più belle della Calabria”.
La roadmap di UberX e l’impatto sull’occupazione giovanile
Il servizio, che si basa su vetture NCC e autisti professionisti, seguirà una tabella di marcia progressiva legata alla risposta del territorio.
“Partirà da subito nella provincia di Catanzaro, poi nella provincia di Cosenza tra qualche giorno. Stiamo vedendo di farlo partire nelle altre province nelle settimane di luglio e agosto, molto dipende dalla quantità delle macchine e dagli autisti che saranno disponibili”, ha precisato Occhiuto, evidenziando anche il risvolto occupazionale dell’operazione.
“Noi non abbiamo dato un centesimo a Uber, abbiamo semplicemente liberalizzato il mercato. Se ci saranno 100 macchine come queste in giro per la Calabria, significa che ci saranno 100 giovani calabresi che, assunti dai partner di Uber, lavoreranno al servizio del turismo. È una buona cosa per l’occupazione, ma soprattutto per dare la possibilità ai turisti di spostarsi”.
Il nodo competenze: “Spetta alle Regioni, noi siamo stati più veloci”
Occhiuto ha poi aperto una parentesi di natura giuridica e costituzionale per spiegare come sia stato possibile raggiungere questo traguardo prima del resto del Paese, lanciando un messaggio chiaro anche alle altre amministrazioni e alla categoria dei tassisti:
“La Corte Costituzionale ha detto che questa ormai è materia delle regioni, non più del Ministero delle Infrastrutture e del Governo. Noi siamo stati solo più veloci a farlo”.
Il Governatore non vede la novità come una minaccia alla categoria tradizionale, anzi rilancia:
“In linea di principio anche i tassisti potrebbero associarsi a queste piattaforme, come succede in altre parti d’Europa, e potenziare il trasporto a domanda in questa regione”.
Mobilità a 360 gradi: Ferrovia Ionica e nuovi Intercity per Roma
L’arrivo di UberX si inserisce, secondo il Presidente, in una visione molto più ampia e strategica del sistema dei trasporti regionali, che tocca anche la rete ferroviaria:
“Noi abbiamo fatto il piano dei trasporti, pochi ne parlano perché pochi l’hanno letto, ma è un piano costruito appunto per assicurare una mobilità più efficiente ai cittadini ma anche ai turisti. Prevede sostanzialmente anche un potenziamento del trasporto su ferro. Siamo impegnati con i grandi player nazionali come Trenitalia, per esempio, per dare la possibilità di raggiungere Roma dalla fascia ionica reggina con degli intercity di nuova generazione che non hanno nulla da invidiare alle frecce per comfort interno”.
“Il pubblico deve abilitare, non sostituirsi al mercato”
In chiusura del suo intervento, Occhiuto ha ribadito la linea politica ed economica che guida la sua giunta, improntata sulla sinergia tra istituzioni e imprenditoria privata:
“Stiamo facendo una serie di attività, ma noi siamo il pubblico, per cui ci interessa soprattutto che sia il privato a generare offerta imprenditoriale per una domanda che è crescente. La Regione ha fatto crescere il numero di turisti e di passeggeri; ora mi aspetto che il mercato risponda. La Regione deve fare cose abilitanti al mercato, ma non può e non deve sostituirsi ad esso”.
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