Suppletive, Furgiuele replica a Scopelliti, ‘La politica è andata avanti, Reggio sarà la nostra Sassonia’
Secondo il responsabile regionale di FN "continuare a raccontare di essere stato corteggiato da Vannacci serve a restituire la centralità politica che ritiene ancora di possedere"
09 Settembre 2026 - 15:52 | Comunicato stampa

«C’è un atteggiamento che in politica diventa particolarmente evidente quando il tempo passa, quello di chi continua a considerarsi al centro della scena anche quando la politica è già andata avanti».
Lo afferma l’on. Domenico Furgiuele, responsabile regionale di Futuro Nazionale in Calabria, intervenendo sulle dichiarazioni di Giuseppe Scopelliti relative a presunti contatti ricevuti dal movimento guidato da Roberto Vannacci.
«Giuseppe Scopelliti continua a raccontare di essere stato sondato da Futuro Nazionale e di avere respinto chissà quale proposta. Siamo costretti, ancora una volta, a ribadire quanto abbiamo già chiarito pubblicamente più volte».
Furgiuele: “Nessuno ha formulato proposte ufficiali a Scopelliti”
«Prima di parlare, mi sono confrontato personalmente con il generale Roberto Vannacci e con il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni. Nessuno dei soggetti autorizzati a parlare e trattare per conto di Futuro Nazionale ha mai formulato a Scopelliti alcuna proposta ufficiale».
Furgiuele aggiunge: «Se qualcuno lo ha chiamato, Scopelliti faccia finalmente nome e cognome».
«Perché se davvero qualcuno si è presentato a nome di Futuro Nazionale senza averne titolo, siamo di fronte semplicemente a qualcuno che ha millantato un ruolo che non possedeva. E francamente mi sorprende che un politico con l’esperienza di Scopelliti possa attribuire autorevolezza al primo che passa e sostiene di poter parlare a nome di Vannacci».
“In Calabria le interlocuzioni politiche passano da chi ne ha titolo”
«In Calabria le interlocuzioni politiche che impegnano Futuro Nazionale passano attraverso chi ne ha titolo e responsabilità. Il resto sono conversazioni private, desideri personali o millanterie che non possono essere trasformate, a posteriori, in trattative politiche».
Secondo Furgiuele, «continuare a raccontare di essere stato corteggiato da Vannacci possa fare piacere e possa servire a restituirsi quella centralità politica che evidentemente si ritiene ancora di possedere. Ma la politica non vive di autocelebrazioni».
Il centrodestra e le tensioni interne
Quanto alla rappresentazione di un centrodestra compatto, Furgiuele afferma:
«Dietro l’unità esibita davanti alle telecamere esiste un mondo molto diverso, aspettative per assessorati, promesse, primi dei non eletti che attendono di essere ripescati, candidature promesse e poi negate, accordi, malumori e ambizioni personali».
«Scopelliti conosce bene queste dinamiche. Conosce anche la storia recente dei suoi rapporti con la Lega e con Claudio Durigon, tra ipotesi di candidature, interlocuzioni e percorsi che poi non si sono concretizzati».
“Futuro Nazionale cresce e guarda avanti”
Furgiuele rivendica quindi il progetto politico di Futuro Nazionale:
«Noi siamo nati proprio perché una parte crescente dell’elettorato di destra non si riconosce più in questi rituali».
E aggiunge: «Sono molti gli uomini e le donne provenienti dal centrodestra che ci chiamano. Alcuni lo fanno pubblicamente, moltissimi ancora nel silenzio di una telefonata. Ci sono amministratori, dirigenti e persone che siedono o aspirano a sedere nelle istituzioni regionali e locali che stanno guardando con grande interesse a Futuro Nazionale».
“Reggio Calabria sarà la nostra Sassonia”
Sul confronto elettorale in vista delle elezioni suppletive di Reggio Calabria del 27 e 28 settembre, Furgiuele conclude:
«Scopelliti dice che “Reggio Calabria non è la Sassonia” e che Vannacci “non passerà”. Perfetto. Non saranno né lui né io a stabilirlo. Lo stabiliranno i reggini il 27 e 28 settembre».
«Il mondo è cambiato, il tempo è passato e nessuno può pensare di vivere politicamente di rendita per ciò che è stato dieci o quindici anni fa».
«Noi guardiamo avanti. E continuo a dirlo senza alcuna esitazione, Reggio Calabria sarà la nostra Sassonia. A decidere chi rappresenta ancora qualcosa e chi, invece, continua a considerarsi al centro della scena quando la politica è già andata avanti, saranno finalmente gli elettori».
On. Domenico Furgiuele
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