Cinquanta sfumature di grigio: la recensione di Citynow.it al film più discusso del momento
23 Febbraio 2015 - 15:23 | di Redazione

– di Laura Maria Tavella. Credevate di sapere tutto, ma proprio tutto del bondage e di come funzioni la Dominazione nel sesso. Poi arrivano i protagonisti di un film che, a detta degli esperti, rientra nella categoria “erotico” e, in un qualsiasi pomeriggio di febbraio in una qualsiasi sala di un cinema, scoprite di essere, in confronto, la Milly D’ Abbraccio del sesso.
La trama la conoscete, perché verosimilmente l’avrete letta o anche solo ascoltata di sfuggita in tv: Anastasia Steele, studentessa in procinto di laurearsi, sostituisce l’amica Kate in un’intervista al giovane e ricco manager Christian Grey. Soggiogata dal suo fascino, intreccia con lui una relazione, resa subito complicata dalle preferenze sessuali di Grey, un maniaco del sado-maso. Lui le propone di firmare un contratto in cui si specifica che lui è il dominatore e lei la sottomessa; lei esita, ma qualche amplesso glielo concede lo stesso. Ma una volta capito di essersi innamorata di lui, Anastasia si stufa e decide di andarsene. Grey, addolorato ma orgoglioso, cerca di fermarla ma lei, spaventata, adesso è per il “Stai lontano da me!”.
Tutto qui? Solo 15 minuti(totali) di scene spinte, niente maratone e amplessi al limite dell’ hard? Esatto. Nulla di tutto questo.
Chi si aspettava di seguire 110 minuti di lezioni sulla nuova frontiera del sesso sarà certamente rimasto deluso.
Le romanticone, invece, avranno trovato pane per i loro denti: più che un viaggio nella mente umana, con l’esplicitazione delle perversioni, e non, che riversiamo sull’attività sessuale, “Cinquanta sfumature di grigio”- il film non è nient’altro che una storia d’amore.
Una storia d’amore speciale, “particolare” oseremmo dire, non priva di qualche sussulto, fisico e non, e di qualche schiaffetto qua e là.
Questo è il motivo per il quale tre tipologie di persone non apprezzeranno mai il film:
le puritane, perché neppure un gioco erotico è ammesso nei loro amplessi missionari, le ultracinquantenni retrograde, perché il gioco erotico diverrebbe quasi mistico e gli snob da letteratura, perché Austen (la scrittrice preferita dalla protagonista) avrebbe qualcosa da ridire sull’educazione sentimentale, inesistente, di Anastasia.
Giudizi tecnici a parte, il film risulta a tratti divertente, soprattutto, con grande sorpresa, per gli uomini, che si ritrovano catapultati dalle fidanzate in un contesto che sembra volerli mettere alla prova dal punto di vista sessuale (“Hai visto che Grey propone sempre cose nuove?) ma, allo stesso tempo, li ridicolizza (“Ti rendi conto che le fa fare un giro in elicottero?).
Che cosa ci ha lasciato allora questo film? Innanzitutto, la colonna sonora di Danny Elfman.
Infine, la lezione più importante: “Il nostro scopo è il piacere, Ana” sentenzia Christian Grey.
Non importa quale mezzo utilizziate per arrivarci: che vi piaccia o no, al mondo esistono centinaia di persone che sperimentano ogni giorno molteplici modi per dare e darsi piacere. La differenza è che lo sanno solo loro.
Quindi, usciti dal cinema, evitate di pubblicare stati sui social networks in cui, trionfanti, dichiarate: “Donne, io sono meglio di Christian Grey” perché tanto noi donne, ormai, l’abbiamo capito: Christian Grey non esiste!
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