Emergenza immigrati, l’accoglienza ‘passo dopo passo’ raccontata dal dott. Oreste Iacopino – FOTO
13 Ottobre 2016 - 08:21 | di Vincenzo Comi

di Vincenzo Comi – E’ uno dei problemi più complessi che negli ultimi anni affligge l’Europa e non solo. Vede coinvolti tutti noi, nessuno escluso. Ne parlano più di tutti i politici, poi i giornalisti e a seguire professori, medici, studiosi, studenti, commercianti, artigiani e così via. Persone comuni, che, ognuno a modo proprio, sono o si sentono direttamente coinvolti in questo grande caos. Il caos dell’immigrazione. Un’emergenza umana.
Un enigma irrisolto che interessa ormai il mondo intero e che genera continue emergenze e sofferenze soprattutto qui, in Italia, soprattutto qui, in Calabria.
Le cause sono note a tutti. In generale si può dire che l’instabilità politica, economica e sociale di molti Paesi del Medio Oriente e dell’Africa, spinge un numero sempre maggiore di uomini, donne e bambini a fuggire dalla propria terra. Si scappa quindi per trovare un rifugio, alla ricerca di una vita serena lontana dalla paura.
Nonostante le varie missioni militari ed umanitarie si sono susseguite continue tragedie in mare e costanti sbarchi anche in questo 2016. Non c’è quindi “Mare Nostrum” o “Triton di Frontex” che tenga.
Nel nostro territorio in particolare dal gennaio 2014 ad oggi, oltre 45.000 migranti sono arrivati sulle coste reggine, interessando con più di 100 sbarchi la città di Reggio Calabria e l’intero territorio della Provincia, da Riace a Palmi.
Tra le tante realtà che si occupano giorno e notte di questa emergenza c’è l’ASP di Reggio Calabria con lo staff dell’ “Emergenza Immigrati” coordinato dal dott. Oreste Iacopino, Dirigente Medico del SUEM 118 e Referente del Gruppo di Lavoro sul fenomeno dell’ Immigrazione.
“Dal 2014 è stato costituito, presso la Sala Operativa della Prefettura di Reggio Calabria, un tavolo tecnico con i referenti di varie Istituzioni, Enti ed Associazioni di Volontariato per il coordinamento dell’emergenza immigrati che precede ogni sbarco, con riunioni per organizzare l’attività di accoglienza – spiega il dott. Iacopino – In quel momento conosciamo la data e l’ora dello sbarco, il report trasmesso dalla Direzione Marittima con il numero dei migranti, la nazionalità e tutte le informazioni utili per gestire al meglio lo sbarco”.
Dal punto di vista sanitario il primo screening viene effettuato dallo staff dell’USMAF (Unità Sanitaria Marittima, Aeroportuale e di Frontiera) del Ministero della Salute a bordo della nave, il primo controllo per l’individuazione di malattie infettive per selezionare i soggetti “a rischio”.
Il porto di Reggio Calabria rappresenta, con più di 17.500 arrivi nel 2015 in 40 sbarchi, il terzo luogo di approdo di migranti del Sud Italia, e già nei primi 8 mesi del 2016 si è avuto un crescente numero di sbarchi (26) con 11.910 migranti.
“Si è realizzato, per far fronte alle continue emergenze, un modello operativo strutturale ed organizzativo di assistenza agli sbarchi – spiega il dott. Iacopino – con l’obiettivo di rilevare qualsiasi evento che possa rappresentare un’emergenza di salute pubblica, organizzare una risposta tempestiva ed appropriata per migliorare l’assistenza socio-sanitaria ai migranti definendo compiti e ruoli di tutte le organizzazioni preposte”.
Il “modello operativo” è realizzato dividendo l’area di sbarco sulla banchina portuale in tre micro-aree, l’Area Sanitaria, l’Area Sociale e l’Area delle Istituzioni.
L’Area Sanitaria prevede l’allestimento di 5 tende. La prima “Triage” a sua volta divisa in due comparti per entrambi i sessi, due tende per il P.M.A. (Posto Medico Avanzato), una tenda per soggetti affetti da parassitosi in attesa di trattamento ed una tenda per il trattamento parassitario.
All’interno dell’Area Sociale, gestita dagli assistenti sociali, Protezione Civile e personale della CRI e volontari sono sistemate invece 6 tende tra cui la tenda CRI, quella del Ministero degli Interni, la tenda del Coordinamento Ecclesiale per assistenza ai neonati o bambini e quella della Protezione Civile Comunale.
Infine nell’Area Istituzioni, in cui opera il personale della Prefettura e della Questura di Reggio Calabria sono presenti 4 tende: Prefettura, Ufficio Immigrazione della Questura, Polizia Scientifica, Squadra Mobile.
Questo è quello che succede ‘passo dopo passo’ durante uno sbarco al porto di Reggio Calabria.
Ma come vengono assistiti i migranti dal punto di vista psicologico?
“Abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa tra la nostra ASP, il Comune di Reggio Calabria e l’Associazione Umanitaria Internazionale “Medecins du Monde” come “Progetto pilota sul territorio Italiano” al fine di garantire la presenza di mediatori culturali al momento dello sbarco, supportare il personale sanitario e diffondere materiale informativo per gli immigrati tradotto in diverse lingue”.
170.100 migranti sbarcati in Italia nel 2014, 153.842 nel 2015, 114.910 in questi primi mesi del 2016. In Calabria invece nel 2014 sono sbarcati 28.917 migranti, nel 2015 26.153 e per quest’anno 19.535.
33 sbarchi a Reggio nel 2014, 44 nel 2015 e 26 nel 2016, numero destinato a crescere. Cifre che dimostrano quanto sia importante il problema dell’immigrazione specie in una regione (la Calabria) che si ritrova a dover gestire, prima di tutte le altre, l’emergenza in questione.
I migranti, una volta sbarcati vengono smistati, secondo il piano di riparto del Ministero dell’Interno, nei vari centri di accoglienza diffusi in tutta Italia. Tuttavia i minori non accompagnati rimangono a Reggio Calabria in attesa di essere trasferiti nei centri minori del centro –nord.
“In questo momento abbiamo 220 minori nel centro di Archi, 126 nel centro della Capitaneria di Porto, 110 allo ‘Scatolone’ vicino lo Stadio “Granillo” ed un altro centinaio dislocati in provincia tra Saline, Gambarie, Condofuri e Bianco – spiega il dott. Iacopino –Tutti i giorni effettuiamo controlli e visite mediche su questi ragazzi durante la loro permanenza all’interno dei Centri di Primissima Accoglienza”.
Un lavoro che impegna mente e cuore dei tanti medici ed operatori sociali che insieme cercano di gestire l’emergenza.
“Lo staff del 118 lavora con altri gruppi di colleghi in modo molto collaborativo sin dal primo sbarco. Nel ottobre 2015 il “SUEM 118” di Reggio Calabria ha ricevuto il “Premio Ippocrate 2015 per il progresso scientifico e sociale”, Medaglia d’Argento del Presidente della Repubblica, “per aver profuso grande impegno nell’azione umanitaria a favore dei migranti che giornalmente sbarcano nelle nostre coste”. E’ stata una grandissima gioia e una piacevole soddisfazione per il nostro lavoro e l’A.S.P. di Reggio Calabria da cui dipendiamo”.
Osservando gli sguardi dei migranti la domanda più frequente che ci poniamo è quale sia il loro futuro.
“E’ gente che intraprende un viaggio della speranza alla ricerca di dignità. Vogliono semplicemente vivere da uomini veri. Fuggono da continui orrori delle guerre civili e non sappiamo realmente cosa accade in quei luoghi.”
Nessuno di noi potrà dire come e quando finirà questa ondata di uomini, donne e bambini alla ricerca di speranza. L’unica cosa di cui siamo sicuri è l’amore e la professionalità delle decine di organizzazioni presenti nel nostro territorio che accolgono con assoluta capacità migliaia di migranti.
“Quelli che noi definiamo migranti sono uomini e donne che non perdono la speranza e che cercano tramite il viaggio che può essere battezzato come ‘viaggio della speranza’ la voglia di tornare a sorridere…”





















