Sergio Cammariere al Teatro Cilea di Reggio Calabria
Il ritorno di Sergio Cammariere in Calabria, per la prima volta al Teatro Cilea di Reggio: tutto esaurito, standing ovation e Fabrizio Bosso alla tromba
17 Marzo 2015 - 18:37 | di Vincenzo Comi
Il ritorno di Sergio Cammariere nella sua Calabria, per la prima volta al Teatro Cilea di Reggio, è stato un autentico trionfo. Il tutto esaurito di ogni angolo del teatro ha preannunciato uno straordinario successo che si è chiuso con una interminabile standing ovation. Dieci minuti di applausi finali hanno salutato il musicista e compositore crotonese visibilmente emozionato, al centro del palcoscenico insieme alla sua grande band: Amedeo Ariano, batteria, Luca Bulgarelli, contrabbasso, Bruno Marcozzi, percussioni e, eccezionalmente, Fabrizio Bosso alla tromba.
Intervista di Vincenzo Comi.
Il concerto di Sergio Cammariere al Teatro Cilea di Reggio Calabria è stato anche l’occasione per ripercorrere la sua storia di musicista. Nell’intervista di Vincenzo Comi, il pianista e cantautore crotonese ha raccontato gli esordi, i ricordi dei concerti in riva allo Stretto e la nascita del suo album «Mano nella mano».
Dagli esordi a Crotone ai lavori di ogni genere
Cammariere ha ricordato di aver cominciato a suonare il pianoforte molto giovane in un villaggio turistico di Crotone e di aver poi lasciato la sua terra per trasferirsi in Toscana. Vivendo alla giornata, ha suonato nei posti più diversi, dalle pizzerie agli alberghi, e ha fatto anche lavori lontani dalla musica, come l’aiuto orafo, pur di andare avanti. Il suo primo sogno, ha spiegato, era sentirsi un uomo libero, una libertà che a Reggio ha detto di aver ritrovato proprio quella sera.
I ricordi della Sosta e l’album nato dai viaggi
Con l’intervistatore ha ricordato anche gli anni dei concerti a La Sosta di Villa San Giovanni, un locale il cui titolare era un grande appassionato di jazz e di buona musica: a fine serata, alle prime luci del mattino, metteva sul giradischi un disco di John Coltrane per ascoltarlo insieme agli artisti.
Parlando di «Mano nella mano», Cammariere ha spiegato che il disco è il frutto di una serie di viaggi, in gran parte in Marocco, e poi in Andalusia, da dove ha guardato il Marocco dalla punta meridionale della Spagna. Dalla vista del luogo in cui l’oceano e il Mediterraneo si incontrano è nata l’idea di un mondo unito. L’intervista si chiude con il suo saluto agli amici di CityNow.
Montaggio di Sergio Puglia.
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