Reggio imbrattata: qualcosa si muove, ma c’è ancora tanto da lavorare
Il "Manifesto selvaggio" tornerà con maggiore forza e insolenza, ma noi saremo lì. Le leggi si rispettano, ma vanno fatte rispettare
04 Settembre 2020 - 17:28 | Redazione

Noi un risultato lo abbiamo ottenuto. Abbiamo puntato l’attenzione su un malvezzo della politica, quella nostrana in particolare, che trasforma la città in un immondezzaio durante il periodo precedente ogni tornata elettorale.
Manifesto selvaggio, d’altra parte, è sempre in agguato. E non conosce colore politico.
Abbiamo chiesto, anche per questo motivo, l’aiuto dei lettori: per stanare e mettere davanti alle proprie responsabilità coloro i quali in nome della visibilità massima non si curano dell’esistente. Abbiamo immortalato il faccione di questo o quel politico lì dove non avrebbe dovuto esserci. Abbiamo provato a smuovere le coscienze di chi si candida al Consiglio comunale predicando parole d’amore verso la città e razzolando male, malissimo, prima ancora di una eventuale elezione. Ma abbiamo pubblicato anche le scuse alla città da parte di chi, per pudore (speriamo noi) o solo per convenienza, è tornato sui propri passi, lasciando ai posteri il giudizio su chi invece non ha inteso fare un passo indietro.
Siamo soddisfatti della risposta di voi lettori e, perché no, anche degli addetti ai lavori. Ma abbiamo, e lo facciamo tuttora, combattuto a suon di post sui social, chi tendeva a sminuire la portata della denuncia fatta da CityNow.
Sono coloro che fanno parte delle claque dei politici incriminati, o semplicemente cittadini assuefatti al brutto. I sempreverdi ‘benaltristi’. Quelli che “se non denunci sei venduto” a qualcuno, e che se denunci “lo fai per qualche click in più”. Quelli, per intenderci, che se non gli va bene una cosa sono pronti a tirar fuori la scusa dei “ben altri problemi” che affliggono la città, come la questione spazzatura per strada. Che comunque, a bene vedere, è anche, o lo sarà, una conseguenza di manifesto selvaggio.
Ma noi pensiamo che non si possa ridurre tutta la campagna elettorale ad un solo tema. Insomma, lo sappiamo anche noi che c’è sempre qualcosa più grave di un’altra. E non siamo certo alla ricerca di altri click. Ma siamo coscienti del fatto che alcuni temi stimolano il lettore più di altri.
Qualcuno sostiene che pubblicando le foto abbiamo regalato maggiore visibilità al politico di turno. Noi invece la pensiamo diversamente. Perché se mai si tratta di “pubblicità regresso”, la loro. Mentre noi vogliamo andare avanti, con e per la nostra città, provando quantomeno a scalfire quelle incrostazioni del passato che rischiano di passare per “cose normali” in campagna elettorale.
Bene, andremo avanti comunque. Con le nostre e le vostre segnalazioni, se lo vorrete. Soprattutto perché cerchiamo, e speriamo di riuscirci, di interpretare nel migliore dei modi la nostra funzione di giornalisti.
Consci del fatto che il giudizio ultimo, sui fatti e sulle persone, rimane al lettore, che può apprezzare o meno una iniziativa.
Poi, altro discorso è la legge. Come tutti pretendiamo che, osservandola noi per primi, anche gli altri debbano osservarla. E ci aspettiamo che chi di dovere intervenga, e per tempo, coprendo i manifesti illegali e sanzionando chi sbaglia. Altrimenti è lecito pensare da una parte che è “normale” violare le regole, e dall’altra che è inutile segnalare e denunciare. Il che significa aumentare anche il distacco tra il cittadino e le istituzioni.
Infine, sappiamo bene, che ‘manifesto selvaggio’ tornerà con maggiore forza e insolenza nelle ultime battute di questa calda campagna elettorale, negli ultimi giorni prima del voto, quando in una folle corsa per la visibilità squadre di attacchini che si sentono “furbe” torneranno a tappezzare la città di manifesti e carta straccia.
Bene noi saremo lì ad aspettarvi con la nostra rubrica “Reggio imbrattata”. Nonostante i benaltristi.
