Natale a Reggio, Neri: ‘Ci saremmo aspettati l’albero del Rockefeller Center, invece…’
A fronte di una spesa di oltre 100 mila euro, il consigliere leghista ha definito l'albero per il Natale 2024 "il solito cono di ferro e plastica"
06 Dicembre 2024 - 10:55 | di Eva Curatola

Reggio si appresta a vivere intense settimane. Tra l’avvio del Natale programmato dall’amministrazione e l’organizzazione del Capodanno Rai, la città è un continuo fermento di luci, colori e, presto, anche tanti eventi. Non mancano, però, le polemiche sulla gestione delle festività 2024. A sollevare dubbi è stato Armando Neri, ospite dell’ultima puntata di Live Break, il format di attualità di CityNow. Il consigliere di opposizione ha espresso forte perplessità riguardo alla spesa esorbitante per le festività, con particolare attenzione all’albero di Natale di Piazza Duomo e alle modalità di gestione degli affidamenti.
Un milione di euro per il Natale, Neri: “Spesa ingiusta”
Neri ha criticato apertamente la decisione di destinare un milione di euro alla programmazione natalizia, giudicando la cifra assolutamente spropositata.
“Ritengo che spendere un milione di euro per il Natale sia assolutamente ingiusto”, ha affermato, sottolineando come questa somma sarebbe potuta essere utilizzata in modo più utile per altri progetti di maggiore rilevanza sociale e infrastrutturale per la città.
L’assessore Romeo, altro ospite di Live Break, ha difeso la scelta dell’amministrazione, ricordando che trattandosi di fondi europei vincolati, non è stato intaccato il bilancio del Comune.
L’albero di Natale da 120.000 euro: “Un cono di ferro e plastica”
Uno degli aspetti più criticati da Neri è stato l’albero di Natale di Piazza Duomo, che quest’anno ha richiesto un investimento di ben 120.000 euro.
“Ci saremmo aspettati di vedere qualcosa di davvero speciale, come l’albero di Natale del Rockefeller Center a New York – ha ironizzato il consigliere, riferendosi all’imponente e famosissimo albero di Natale che ogni anno illumina la Grande Mela. Invece, assistiamo al solito cono di ferro e plastica”, ha proseguito, evidenziando che, nonostante l’alto costo, l’albero reggino non presenta alcuna novità rispetto a quello dello scorso anno. “L’unica differenza sembra essere che è più alto, ma nulla di più”.
Ritardi e mancata attuazione della delibera
Un altro punto critico sollevato da Neri riguarda i ritardi nell’installazione delle luminarie natalizie. Secondo la delibera approvata a fine ottobre, le luci avrebbero dovuto essere accese dal 1° dicembre fino al 6 gennaio. Tuttavia, come ha sottolineato da Neri, al 5 dicembre “a parte il corso Garibaldi, non si vedono altre luminarie in giro al centro storico, né tantomeno sul lungomare o nella zona del Tempietto”, come invece era stato previsto.
“Questi ritardi – ha commentato Neri – sono ormai una costante, nonostante l’incremento degli stanziamenti per quest’anno. Ci ritroviamo esattamente nella stessa situazione dell’anno scorso: le promesse di una programmazione più tempestiva e una gestione più efficiente sono state disattese”.
“Affidamenti diretti e poca trasparenza”
Il consigliere ha poi messo in discussione la modalità di affidamento dei lavori, ritenendo che ci siano poche informazioni circa i bandi e gli avvisi ufficiali.
“Non capisco quali siano questi avvisi di cui parla l’assessore Romeo” ha affermato il consigliere leghista riferendosi alle parole dell’assessore in merito alla manifestazione di interesse rivolta alle associazioni locali. Neri ha precisato che l’unico avviso che lui ha notato è stato rivolto alle circoscrizioni, ma per il resto “si è proceduto come al solito ad affidamenti diretti”.
Questa modalità di affidamento diretto, secondo Neri, non solo solleva dubbi sulla trasparenza del processo, ma risulta anche in contrasto con le promesse fatte nella delibera di indirizzo del Natale, dove si parlava di una gestione più aperta e partecipativa.
“Gli affidamenti diretti seguono un regime completamente diverso rispetto a quello disciplinato dal codice degli appalti”, ha spiegato, sottolineando le problematiche legate alla mancanza di concorrenza e alla possibile discrezionalità nelle scelte.
“Anche se quest’anno c’è stata una diversa gestione e un affidamento a un soggetto privato, i risultati non sembrano giustificare la spesa”.
