Marino (Pd): “Oltre 3 ore di percorrenza su Roma, non si può parlare di Alta Velocità”

Il Consigliere delegato dem incalza Governo e Regione: “Incapaci di difendere gli interessi dei calabresi”

Consiglio Metro 3 Gennaio Marino

Il consigliere delegato Giuseppe Marino, durante il corso della seduta del Consiglio Metropolitano ha evidenziato come sia necessaria una volontà politica chiara sui tempi di percorrenza per l’Alta Velocità che possa connettere Reggio Calabria alla Capitale.

“Oltre tre ore non può essere chiamata Alta Velocità e deve essere una battaglia di tutti, soprattutto di chi ha responsabilità di Governo”.

“La questione – ha aggiunto l’esponente del Partito Democratico – non può essere circoscritta ai soli temi di trasporti o mobilità, ma va allargata e recepita come un’opera strategica della quale l’intero Sud non può farne a meno, perché c’è in ballo il rischio di un isolamento infrastrutturale e sociale, con conseguenze devastanti dal punto di vista economico, sociale e della competitività.

Perché accanto a quello dell’AV resta centrale il tema dell’Alta Capacità, infrastruttura attraverso cui potrebbe trarne beneficio il Porto di Gioia Tauro, hub intermodale del Sud, che negli ultimi anni ha fatto registrare numeri incredibili, diventando un simbolo di sviluppo del Mezzogiorno, in grado di attrarre operatori globali grazie ad una logistica moderna, efficiente e soprattutto sostenibile”.

“Assistiamo purtroppo, ad una strategia ormai chiara quella del Governo che – ha sottolineato Marino – con la complicità di un governo regionale incapace di difendere gli interessi dei calabresi, non riesce a comprendere quanto possa incidere un’effettiva Alta Velocità Roma – Reggio Calabria, sul futuro dei nostri territori che potrebbero finalmente uscire dalla marginalità dentro la quale sono relegati per la mancanza di uno sviluppo infrastrutturale solido”.

“Perché è proprio sul tema dell’Alta Velocità che si gioca la partita più importante per evitare che il Paese resti spaccato a metà, irrobustendo quell’idea culturale e politica di una mai risolta questione meridionale.

Non esistono ad oggi infatti, impegni concreti, investimenti certi, e soprattutto una prospettiva politica su un’opera che potrebbe davvero ridurre il gap tra nord e sud”.

“In questa irrinunciabile sfida – ha concluso – ci aspettiamo che la deputazione nazionale, così come il governo regionale, facciano una battaglia politica assieme a noi per rivendicare il fatto che i cittadini della Calabria e della Città Metropolitana di Reggio Calabria non sono cittadini di serie B”.