Altre Sezioni

logo community

Niente pubblicità.
Nessun tracciamento.

ABBONATI ACCEDI

Attualità sconvolgente dell’opera di Martoglio con Pattavina a Catonateatro


di Anna Biasi – La kermesse teatrale realizzata dalla Polis Cultura di Lillo Chilà, quest’anno non sbaglia un colpo. Ospite sempre gradito a CatonaTeatro è Pippo Pattavina, uno degli attori con una carriera ultrasessantenne alle spalle, superato forse solo da Giorgio Albertazzi e Dario Fo. Una divertentissima tragi-commedia di Nino Martoglio “L’altalena” è stata capace di far ridere di gusto. Nino Martoglio è colui che ha introdotto Luigi Pirandello, il verista per antonomasia, al teatro dialettale, con “A vilanza” Cappiddazzu paga tuttu, opera scritta a quattro mani…un connubio straordinario. Proprio Pirandello aveva grandissima considerazione di Nino Martoglio come autore di teatro.

Recitata in dialetto catanese stretto L’altalena è capace però di essere comprensibile anche ai forestieri, grazie ad una mimica facciale e corporea coinvolgente. Una commedia che rappresenta la drammaturgia siciliana: nasce come dramma di una ragazza Ajtina, definita “a strazzata del cuore” abbandonata dal suo innamorato Mariddu, che trova conforto nella famiglia di lui e in particolare nel fratellastro Neli. Poi pentito, dopo essersi dedicato ad altre donne, Mariddu la rivuole ancora, ma lei rifiuta.
Nino Martoglio, attore, giornalista, commediografo, poeta e regista è un precursore dei tempi: la storia di Agatina, ambientata a cavallo tra 800 e 900, è del tutto attuale; infatti, è impensabile per una donna di quel tempo poter rifiutare il suo promesso sposo. La commedia si presta a tante altre operazioni comiche travolgenti. Tutto si svolge prima in un salone da barba e poi a casa della zia di Ajtina, e Pitirru e Ninu sono i “giovani di bottega del barbiere”, giovani ma non troppo, che conducono all’apoteosi dell’ilarità.

Altri nove attori straordinari sul palco, capaci di proporre un piacevole spettacolo, ognuno con le sue peculiarità: Carmelo Rosario Cannavò, Raniela Ragonese, Cosimo Coltraro, Emanuele Puglia, Santo Pennisi, Santo Santonocito, Ramona Polizzi, Raffaella Bella e Claudia Bazzano.

È bellissimo scrivere in italiano ma pensare in siciliano “il teatro siciliano in genere influisce tantissimo nella carriera, perché l’attimo in cui si esce dal teatro in vernacolo e ci si immerge in uno spettacolo in lingua italiana, senza denunziare le proprie origini, offre una verità interpretativa straordinaria”.
“Il pubblico non la perdona – afferma Pippo Pattavina – perché il teatro è come uno sport, quando lo sportivo va a tappeto, il pubblico lo abbandona… è per il campione” .

Dona la sua fatica, quando potrebbe starsene a casa perché gli piace, perché è bellissimo fare teatro, anche se è davvero immorale non ricevere il compenso per il proprio lavoro.
Si apre il sipario e poi i soldi dove sono? Lo dice anche in una battuta dell’opera che dirige magistralmente “lo sa solo Dio quanto ci vuole per trovare un posto”.
È esilarante Pattavina quando sbaglia il condizionale, quando dice “non sorreggiamola la ragazza”, quando mostra la sua giuntura dei pantaloni, quando gli attori si alzano e si siedono a ritmo serrato, quando i protagonisti in carne ossa effettuano un rallenty, un vero slow motion, tipico di effetti cinematografici, che strega la platea.

Armonie incalzanti e mai banali e sul finale tanti applausi da parte del pubblico soddisfatto per la rappresentazione “perché l’attore e il pubblico sono uniti come l’uomo e la donna, in un amplesso… in quel momento l’attore e il pubblico stanno facendo all’amore”.

image image image image

Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi CityNow alle tue Fonti preferite: quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Non hai ancora scaricato
la nuova App di CityNow?