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Reggio, l’allarme di Briante sull’autonomia differenziata: ‘LEA sacrificati sull’altare del consenso’

"Dietro una promessa di cambiamento la concreta e imminente regionalizzazione dei servizi pubblici essenziali" la nota della candidata al consiglio comunale

Assessore Anna Maria Briante (2)

“Attutita da slogan altisonanti e promesse spesso non realizzabili, il disegno di legge sull’Autonomia differenziata rischia di frammentare il Paese in modo irreversibile. I nodi strutturali legati ai Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) sono stati sacrificati sull’altare del consenso immediato, grazie ad un marketing politico che ha anestetizzato l’opinione pubblica, nascondendo dietro una promessa di cambiamento la concreta e imminente regionalizzazione dei servizi pubblici essenziali”.

A scriverlo, in una nota stampa, è la candidata al consiglio comunale di Reggio Calabria, Anna Briante.

Il richiamo al voto e la “politica della presenza”

“Nei giorni scorsi il sen. Francesco Boccia, a Reggio, ha invitato a riflettere sulle convergenze programmatiche di partiti apparentemente distanti come Forza Italia e Lega, che ultimamente praticano la “politica della presenza”, quella che in sociologia viene identificata come una rappresentanza descrittiva, l’idea cioè che le Istituzioni politiche riflettano la composizione della società, che l’eletto debba assomigliare all’elettore, ritenendo che così si possano tutelarne meglio gli interessi. Ma la verità è che gli elettori “cittadini” sono spesso diversi da coloro che si propongono come candidati alla tutela dei loro interessi. Altrimenti non si spiegherebbe perché alcuni politici non gradiscono le regole (a molti cittadini invece piace rispettarle) e molti politici disconoscono o non comprendono la Costituzione (e gli italiani la tutelerebbero in ogni modo).

E quindi tocca tornare a sollecitare tutti al voto (un voto libero), perché non andando a votare lasciamo la decisione della nostra vita e di chi verrà dopo di noi nelle mani di persone che alla loro vita – evidentemente – non ci pensano, pensando solo alla gestione del potere.

Giorgia Meloni è a Palazzo Chigi – ha detto Boccia – non perché ha vinto le elezioni, ma perché noi gliele abbiamo fatte vincere andando al voto divisi”.

“Quando è iniziata questa legislatura, a proposito di gravi danni nazionali fatti – ha continuato Boccia – Giorgia Meloni ha presentato al Parlamento e quindi attraverso il Parlamento alle italiane e agli italiani, il risultato di un patto politico scellerato: Autonomia alla Lega, Premierato a Fratelli d’Italia, Riforma della giustizia a Forza Italia. E il partito di Calderoli lancia in resta, come nel suo stile, ha occupato fisicamente la Commissione Affari Costituzionali del Senato con quei numeri che sono solo muscoli ma non riguardano il Paese, con il risultato di una vergognosa norma che loro dicevano di attuazione della Costituzione, ma che era un’aberrazione: l’Autonomia differenziata. Ma l’autonomia rafforza l’unità nazionale solo se e quando attua il principio di sussidiarietà, che tradotto significa che le deleghe sulle questioni centrali si trasferiscono alle regioni, alle città, ai sindaci, solo se ci sono le risorse, altrimenti non si trasferisce alcuna delega”.

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Sanità a due velocità e rischio mobilità passiva

“La verità è che nei giorni giorni, in sede di Conferenza Stato-Regioni il Governatore della Calabria ha votato favorevolmente le pre-intese sull’Autonomia differenziata in sanità, sostenute da Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria. Si tratta di funzioni aggiuntive ed esclusive per le regioni che ne fanno richiesta, che istituzionalizza un sistema sanitario a due velocità attraverso l’applicazione di tariffe di rimborso autonome, fondi integrativi regionali, gestione diretta dei fondi statali, forte attrazione dei professionisti sanitari verso quelle realtà regionali. Il risultato sarà un aumento della mobilità passiva (per la quale la Calabria spende già oltre 300 milioni di euro l’anno) che rischia inevitabilmente di gonfiarsi drenando risorse sottratte alle strutture ospedaliere locali. Il sì del Governatore calabrese si inserisce in una strategia nazionale che ha “concesso” l’uscita dal Commissariamento governativo, ma la mantiene soggetta ancora al Piano di Rientro monitorato da Ministero della Salute e dal Ministero dell’Economia attraverso il “Tavolo Adduce”, che mantiene vincoli strutturali e finanziari legati al debito storico ed al monitoraggio dei LEA. E se questi non sono temi da campagna elettorale… c’è ancora molto da lavorare”.

Anna Briante
Candidata al Consiglio comunale di Reggio Calabria

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