Autonomia regionale, mossa strategica o 'follia pura'? Salvini: "Farà bene al Sud"

"L'autonomia farà bene soprattutto ai cittadini del sud". Le opinioni discordanti di Salvini e Di Maio sulla questione autonomia

Si potrebbe definire uno ‘scontro tra titani’ quello avvenuto ieri, giovedì 11 luglio, durante una riunione a Palazzo Chigi convocata dal Premier Conte. Alla base della discussione tra Salvini e Di Maio, ancora una volta, l’autonomia delle regioni.

“L’autonomia è crescere tutti insieme, significa migliorare, crescere, chi rallenta” sull’autonomia “non fa dispetto alla Lega o Salvini, chi ferma questo, fa dispetto al Paese. Certe cose io me le aspetto dalle opposizioni, dal Pd”.

Commenta così il ministro dell’interno e prosegue:

“Chi difende il vecchio non fa un favore a nessuno. Né a Milano né a Napoli. Oggi l’Italia è unita? No. Perché la gestione centralizzata favorisce gli sprechi e i furbetti. Autonomia significa incentivare. E io voglio un governo che corre, che lavora, che cresce. Non che torna indietro.

Farà bene soprattutto ai cittadini del sud, noi vogliamo punire i politici incapaci, incentivare il merito. Perché se uno amministra bene deve essere premiato in Calabria come in Lombardia, se fa male va punito”.

Gli esponenti del gruppo Cinque Stelle la pensano diversamente:

“Questa misura è già stata in vigore in passato con pessimi risultati e giustamente venne abolita nel 1972. Reintrodurla significa riportare l’Italia indietro di mezzo secolo. Follia pura“, concludono dal partito di Di Maio.

La convinzione della Lega però non oscilla:

“I Cinque Stelle condannano il sud all’arretratezza”.

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