di Nicola Tucci – Da oltre un decennio l’economia mondiale non accenna a trovare una stabilità positiva e si alternano momenti di crisi a momenti di timida ripresa. L’economia italiana subisce questi alti e bassi in maniera più accentuata di altri paesi ed anche l’economia dell’unione europea non presenta aspetti solo positivi.
Gli ultimi anni di crisi mondiale affondano le radici nel trentennio precedente in cui, dopo il post seconda guerra mondiale, la visione anglo-sassone fortemente pilotata dagli Stati Uniti ha trovato terreno fertile. Infatti sempre più ci siamo orientati verso un capitalismo speculativo fine a se stesso, che nulla ha dato all’economia produttiva ma che solamente ha aumentato la ricchezza di chi attuava operazioni puramente finanziarie.
Abbiamo vissuto inconsapevolmente l’epoca “usa e getta”, in cui la nostra mentalità latina del risparmio, dell’accortezza e del costruire solide fondamenta economiche ha lasciato il passo al facile accesso al credito fatto di finanziare senza garanzie, di accesso a mutui proibitivi e di prestiti tanto rapidi quanto deleteri. In tutto questo anche l’idea di banca è cambiata, non più un soggetto capace di sostenere le iniziative delle famiglie e soprattutto degli imprenditori ma un’entità dove non contano le idee ma il “ranting”, dove sei solo un numero che deve accrescere la ricchezza finanziaria dei banchieri.
Banche che senza alcun rimorso hanno dato di fatto avvio alla crisi economica mondiale con la prima bolla speculativi negli Stati Uniti con i mutui sull’acquisto delle case, sotto la presidenza di Bill Clinton, e da quel momento ad oggi ancora non siamo usciti dal tunnel.
Ma una crepa inaspettata si è già aperta, la Gran Bretagna ha deciso per l’uscita dall’UE. Questa decisione può portare, come una valanga che parte da una piccola palla di neve, a riappropriarci del nostro spirito meridiano. Infatti con l’uscita dall’UE della Gran Bretagna già si mette in discussione l’uso dell’inglese e non ci potranno essere più le ingerenze di questo paese nelle decisioni europee.
Un paese che è fino ad ora ha goduto di una inspiegabile posizione di favore non avendo ne il nostro sistema metrico-decimale, ne il nostro sistema di pesi, ne il nostro sistema di guida, ne la nostra moneta, che respinge gli immigrati ma capace di dire la propria sulle politiche dell’Europa. Tutte questo a breve potrà avere fine e relegare al giusto ruolo la Gran Bretagna.
Contemporaneamente negli Stati Uniti ci saranno le elezioni tra la Clinton e Trump. Se dovesse vincere Trump anche gli USA entrerebbero in una fase di isolamento, visto le idee che il magnate ha proposto per la sua campagna elettorale.
Queste due situazioni non possono essere ignorate anzi devono essere il punto di ritorno ad un equilibrio perduto, devono essere il terreno in cui coltivare e far crescere la via meridiana.
La via meridiana è una visione del mondo basata sul valore del lavoro e del lavoratore, una visione fondata sul valore delle buone idee che devono essere sostenute dal capitale, un capitale economico e non finanziario; un capitale capace di dare tutto il suo contributo all’economia reale per il benessere diffuso e non concentrato.
Possiamo davvero riappropriarci del nostro spirito latino del nostro spirito che per secoli ha prodotto cultura e benessere, che per secoli ha prodotto integrazione ed accoglienza.
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