Cadi Futura, Falcone convocato in Nazionale. ‘Volevo portare la mia città in A, ci riproverò’
"Vestire l'azzurro lo sognano tutti. È solo un privilegio"
27 Maggio 2026 - 09:49 | Redazione

Una notizia che sembra uscita da un sogno, ma che è realtà cruda, autentica, vibrante come il parquet del Palacalafiore. Andrea Falcone, classe 2002, colonna portante della Cadi Antincendi Futura guidata dai Mister Martino ed Honorio, ha ricevuto la convocazione in Nazionale maggiore. Per la storia di un club del Presidente Nino Mallamaci che lo ha visto nascere e crescere, questo è un momento storico. Lo racconta lui stesso, con la voce rotta dall’emozione ma mai banale, in un’intervista che sa di promessa e di rimpianto.
“Faccio fatica ad essere felice”, esordisce Falcone al termine della gara di semifinale per la Serie A vinta contro Giovinazzo ma ininfluente per la qualificazione alla finalissima per la massima serie. Parole che suonano come un paradosso, ma che hanno il peso specifico di un macigno. “Sono felice, bellissima notizia il mio volo in azzurro, ma ci tenevo tantissimo a portare la mia città in Serie A”.
Ecco il cuore del problema. La nazionale è un traguardo individuale, ma il sogno di Andrea è sempre stato collettivo: regalare la promozione alla sua Futura, alla sua gente, a Reggio Calabria, Motta San Giovanni e a quel presidente che non ha mai smesso di crederci.
La convocazione non è un caso. È il frutto di anni di lavoro silenzioso, di sudore condiviso. Falcone non dimentica nessuno: “Non posso che ringraziare la società, la mia famiglia, e soprattutto I Mister Martino ed Honorio,I vari Pizetta,Cividini,Parisi,Scopelliti Tutto il gruppo squadra, mi hanno sempre incitato, fatto crescere sotto la loro ala. Un pezzo di questa convocazione è anche per loro”.
Un atto d’amore verso una comunità che lo ha forgiato.
“È bellissimo giocare qui alla Futura nel mai impianto del Palacalafiore. Appena ho messo il primo piede in campo è stata un’emozione unica. E’ uno spettacolo, vederlo gremito ha dato i brividi. Mi è mancato un po’ il nostro Palattinà ma… quella è sempre casa nostra”.
Da vero uomo di sport, Falcone non cerca alibi. La stagione recente ha riservato anche delusioni, come la sfida di andata con il Giovinazzo: “Hanno meritato, ce lo possiamo dire. Da loro li abbiamo sofferti. La partita si è decisa lì, perché qui non abbiamo niente da recriminare: ci abbiamo messo tutto il cuore. Complimenti a loro, un grosso in bocca al lupo per la finalissima con Cesena”.
Cosa si prova a indossare la maglia della Nazionale? “Pratico questo sport da 7 anni è un’emozione grandissima e devo tutto alla Futura. Vestire l’azzurro lo sognano tutti. È solo un privilegio. La maglia devo regalarla al presidente Mallamaci, eh. Lui ci ha sempre creduto in me. Lo ringrazio pubblicamente”.
L’ultimo pensiero, il più importante, è una promessa a gran voce: “Vogliamo andare in Serie A. È un sogno che la società ha, il gruppo ha, il mister ha. Il prossimo anno faremo di tutto per salire in Serie A”.
Andrea Falcone parte per l’avventura azzurro. Con un’anima divisa tra l’orgoglio di una maglia pesante e la nostalgia di un campionato che ancora non c’è. Ma la determinazione, quella non manca mai.
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