Pronto soccorso, Cisl Medici Calabria: ‘La Regione trascura il riconoscimento delle indennità’

"Altre Regioni hanno stanziato risorse e riconosciuto dignità e ristorato il disagio lavorativo, dalla Calabria valorizzazioni e riconoscimenti non pervenuti". La nota del sindacato


“La situazione dei pronto soccorso è a rischio collasso: sovraffollamento, crescenti aggressioni ai sanitari, turni estenuanti, personale carente e concorsi che vanno deserti. Reggere l’assalto dovuto all’inefficienza del sistema territoriale e nello stesso tempo fronteggiare la reale urgenza è una necessità indifferibile per garantire ai cittadini il diritto alla tutela della salute“.

A scriverlo, in una nota stampa, il dott. Nino Accorinti Cisl Medici Calabria.

Le misure necessarie per il personale medico

“Perciò, incentivare il disagio lavorativo del personale medico e rendere più attrattivo il lavoro nei pronto soccorso dovrebbe essere un obiettivo prioritario delle Regioni e quindi delle Aziende Sanitarie, anche attraverso il riconoscimento delle indennità contrattuali.

Con la recente Legge n. 199 del 30 dicembre 2025, lo stesso Governo ha dato alle Regioni la possibilità — nel rispetto dei loro bilanci e delle regole nazionali sulla spesa del personale — di aumentare dal 2026 i fondi destinati ai premi e alle indennità di chi lavora in pronto soccorso.

La Regione Calabria e l’omissione dei diritti dei professionisti

Ma, ahimè, la Regione Calabria ha finora omesso di riconoscere i diritti dei professionisti che lavorano in questi delicati servizi e le previsioni normative con cui si devono utilizzare i finanziamenti vincolati dalla Legge 234/2021.

Infatti, con quest’ultima norma è stata prevista e finanziata una specifica indennità di natura accessoria da riconoscere ai medici. Le risorse di pertinenza di ciascuna Regione, da ripartire a tutte le Aziende Sanitarie secondo criteri oggetto di confronto a livello regionale con le OO.SS., sono destinate al fondo per le condizioni di lavoro.

Mentre per il 2022/2023 i criteri di riparto non sono stati condivisi dalla maggioranza delle OO.SS., per il 2024/2025 non sono state ancora definite le linee generali di indirizzo regionali previste dal CCNL per la suddivisione delle relative risorse.

L’omissione delle risorse e la demotivazione dei medici

Neppure quelle per l’attività di compilazione dei certificati di infortunio e malattia professionale di cui alla Legge 145/2018 sono state assegnate ai medici dei pronto soccorso delle Aziende Ospedaliere, attività che comporta un impegno ulteriore a quello già gravoso del proprio incarico.

A partire dal 2019 e fino al 2024, i fondi per la Calabria trasferiti dall’INAIL al SSN e poi al SSR ammontano a circa cinque milioni di euro da ripartire per tutte le Aziende Sanitarie con completa destinazione al fondo per la retribuzione di risultato. Ma così non è stato!

Come non sono state ancora ripartite dalla Regione per il 2023 e 2024 le risorse di cui ai commi 435 e 435 bis della L. 205/2017, che, tra l’altro, permettono di aumentare il finanziamento disponibile per i fondi contrattuali degli incarichi della dirigenza sanitaria.

Neanche il più recente sollecito del 03.11.2025 della Cisl Medici ha prodotto una svolta a livello regionale. Cosa impedisce l’utilizzazione di queste risorse in Calabria?

Certamente, in considerazione di tali comportamenti, non ci si può lamentare della fuga dei medici dal SSN o che i concorsi per l’emergenza urgenza vadano deserti o che i pronto soccorso siano in affanno, se poi gli stessi sanitari vengono bistrattati nei propri diritti e demotivati dalle stressanti condizioni di lavoro.

Le altre Regioni e la Calabria

Altre Regioni hanno stanziato risorse – oltre quelle governative – ed hanno riconosciuto dignità e ristorato il disagio lavorativo dei medici di pronto soccorso. Dalla Regione Calabria, invece, valorizzazioni e riconoscimentinon pervenuti!“.

CISL MEDICI CALABRIA

Dott. Nino Accorinti