Calabria, sanità. Pedà: 'Convocare subito assemblea di Consiglio'

Ad oggi -afferma Pedà- le interlocuzioni tra Regione e Terna sono avvenute solo per le vie brevi

“Convocare al più presto un’apposita e monotematica assemblea di Consiglio regionale, in cui il presidente Oliverio possa relazionare dettagliatamente sullo stato di attuazione delle procedure relative alla costruzione dei nuovi ospedali di Vibo, Sibari e Gioia-Palmi. E’ questa la richiesta che la III Commissione Sanità intende avanzare al presidente del Consiglio regionale Nicola Irto – annuncia il consigliere Giuseppe Pedà componente della stessa Commissione – ritenendo la questione centrale in una logica di cambiamento del sistema sanitario calabrese, nonché un tassello importante che richiede la massima trasparenza e una vera e propria operazione verità rispetto a quanto accaduto, a quello che sta accadendo e a ciò che accadrà. In quella stessa occasione- aggiunge Pedà- sarà valutato se ci sono le condizioni per l’adozione di misure straordinarie che possano consentire di accelerare i tempi rispetto alla realizzazione delle sopracitate infrastrutture”. Pedà ritorna sui lavori della Commissione Sanità di ieri nel corso dei quali sono stati uditi, tra gli altri, Pasquale Gidaro, dirigente del settore regionale Opere pubbliche ed edilizia sanitaria, e Franco Pacenza, delegato del presidente Mario Oliverio alla sanità. “In particolare, per quanto riguarda il futuro ospedale di Palmi, – ricorda il consigliere regionale- Gidaro ha evidenziato che le date dei diversi step sono quelle che discendono dal contratto, fissate anche dalle norme e che si ricavano dalla somma di tempi parziali. Al momento, quindi, è possibile dare con certezza solo quella di presumibile chiusura della prossima fase progettuale: quattro mesi per il rilascio del parere della Sovrintendenza (nel corso dei lavori sono state infatti rinvenute delle antiche condutture in terracotta) e la chiusura della Conferenza dei servizi, indetta nel novembre del 2018”.

Aggiunge Pedà: “Dopodiché, per arrivare a inizio lavori – che potranno essere avviati solo una volta fatta la voltura del contratto con la nuova ditta e la stipula tra Regione e concessionario- bisognerà approvare il progetto definitivo, sviluppare e verificare quello esecutivo, attendere il rilascio dell’autorizzazione sismica e l’approvazione dello stesso progetto esecutivo.  Entro giovedì prossimo, comunque, si saprà l’esatto calendario per le volture. Il progetto definitivo, ancora, dovrà tenere anche conto della soluzione prescelta –tra le due in esame- per ovviare alla questione dell’elettrodotto di Terna che attraversa il terreno sul quale dovrà sorgere l’ospedale: la Regione dovrà assicurare la copertura finanziaria ed è in attesa che la società comunichi i relativi costi. Naturalmente, ci sarà bisogno di un’autorizzazione ministeriale. Ad oggi- afferma Pedà- le interlocuzioni tra Regione e Terna sono avvenute solo per le vie brevi. Anche per Pacenza, il punto d’interferenza è che i tempi non sono dettati dalla Regione in modo unilaterale: secondo il delegato di Oliverio, infatti, ci sono fatti e responsabilità non ascrivibili a un solo protagonista. “L’angoscia trasferita dal consigliere Pedà –ha sottolineato Pacenza- è condivisa: nella sanità calabrese si è sbaraccata la vecchia casa senza avere ancora la nuova. Pacenza ha fatto sapere che è andato a buon fine il riparto del fondo nazionale sugli investimenti sanitari, con la Regione destinataria di un contributo di 130milioni di euro ma che si è già in presenza di corpose varianti a Vibo e Palmi, e, anche se di dimensioni minori, anche a Sibari. Una mole di attività che trovano poi anche fabbisogno finanziario. “La delibera Cipe  – ha spiegato- ci consente di avere certezze sul piano economico perché, altrimenti, ci sarebbero state serie difficoltà sui progetti definitivi dei tre ospedali”. Il delegato alla Sanità ha infine affermato che si spingerà sui concessionari affinché venga utilizzata la progettazione esecutiva a stralcio in modo che le opere possano essere messe in campo a breve. “Sono convinto che la Giunta Oliverio abbia fatto il massimo in questa vicenda, incancrenita dal 2007”, rimarca Pedà rimarcando “l’opportunità di convocare Ferrovie della Calabria per una programmazione inerente la mobilità intorno all’ospedale, visto che sarà costeggiato dalla linea delle Taurensi. La costruzione dell’ospedale – aggiunge il consigliere regionale- -rappresenta un importante investimento keynesiano che può portare un po’ di economia sul territorio, oltre che un investimento sanitario importante perché negli anni, con la proiezione di questo ospedale, purtroppo, hanno chiuso quelli esistenti”. Pedà ha chiesto più volte un crono programma serio in cui si definiscano risposte certe da dare ai cittadini. “La tempistica rimane ancora incerta –asserisce il consigliere regionale– perché, nonostante l’impegno costante dell’on. Pacenza e del presidente Oliverio in prima persona, purtroppo, ci sono state situazioni che hanno dilatato ancora di più le scadenze. Dopo l’ultimo tavolo tecnico presso la Regione, sembrava che i lavori dovessero iniziare a giorni, mentre è chiaro che i lavori, ottimisticamente parlando, non possono partir prima dell’agosto 2020. Noi rappresentiamo il popolo calabrese  – conclude – e dobbiamo far capire a chi governa la sanità che non possiamo aspettare il 2025 per avere le infrastrutture necessarie. Nell’attesa che partano i lavori, dobbiamo spingere per risistemare  al meglio i presidi esistenti”. 

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