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Calcio: Dall’Oglio racconta il suo calvario ma anche il desiderio di riprendersi la Reggina

"Siamo secondi e non vogliamo arrenderci. Sei punti si possono recuperare"

Jacopo Dall'Oglio

Acquistato come elemento in grado di fare la differenza in serie D dopo tanti anni di professionismo, per una serie di motivi Jacopo Dall’Oglio non è riuscito a incidere per come lo stesso calciatore desiderava e per come i due tecnici (Pergolizzi prima e Trocini dopo) speravano. Le sue dichiarazioni a Gazzetta del Sud: “Si, purtroppo. A inizio campionato sono sceso in campo regolarmente , poi ho subìto uno stiramento che mi ha tenuto fuori a lungo. Appena rientrato ho nuovamente dovuto alzare bandiera bianca per un problema al ginocchio. E’ stata dura rimanere fuori, i miei compagni però hanno avuto un rendimento strepitoso vincendo quasi sempre. Titolare con l’Enna? Ci spero, ma rimango a disposizione dell’allenatore.

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Siamo secondi e non vogliamo arrenderci. E’ vietato mollare, il nostro mister è motivato e lo siamo anche noi. Sei punti a dieci turni dalla fine si possono recuperare, magari il Siracusa commetterà qualche passo falso e dovremo essere bravi ad approfittarne. Il nostro organico non è inferiore a quello della capolista. Nello scontro diretto abbiamo avuto le possibilità per pareggiare, ma il calcio ti dà e ti toglie, non è stata una giornata fortunata.

I tifosi hanno mostrato agli occhi dell’Italia la loro passione verso i colori amaranto, quando riesci a portare allo stadio 8000 spettatori significa che l’ambiente ha apprezzato il tuo lavoro”.

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