Calcio – La Reggina e il suo doppio centrocampo


“Partirò dal centrocampo che ritengo il reparto più importante e nevralgico per la costruzione di questa squadra”. Diceva così Massimo Taibi nel momento in cui ha iniziato il suo lungo e faticoso lavoro da direttore sportivo della Reggina.

Come dargli torto, dalla mediana dipendono i comportamenti di attacco e difesa. Se funziona il centrocampo la retroguardia ne beneficia sul piano della robustezza, allo stesso modo con le giocate giuste, gli attaccanti ne vengono fortemente avvantaggiati.

Ed in quella precisa zona di campo Taibi si era ritrovato un solo giocatore, Marino (due se si considera anche Mezavilla mai nei piani tecnici), al quale poi, tassello dopo tassello, vi ha costruito un intero reparto, numeroso, ma anche qualitativamente e quantitativamente valido.

Uno dopo l’altro sono arrivati i vari Navas, Salandria, Franchini e poi ancora Bonetto, Pertermann e per ultimo Urban Zibert. Linea composta da tre uomini e idea iniziale che prevedeva l’utilizzo del giovane ma di sicuro affidamento Marino, Petermann nel ruolo di play e Salandria interno sinistro.

Il ritardo, per i motivi che abbiamo più volte raccontato, dell’inizio della nuova stagione, ha consentito a mister Cevoli di provare nuove soluzioni e soprattutto conoscere meglio gli elementi in organico. Le condizioni fisiche per qualcuno ed atletiche per qualche altro, hanno portato a scelte, per esempio nell’ultima amichevole contro il Catania, diverse e forse qualcuna anche sorprendente. Di fatto, rispetto a quel centrocampo che tutti si riteneva fosse quello titolare, tre volti nuovi su tre, con prestazioni sopra la media, per la gioia dello stesso Cevoli.

Oggi la Reggina per la mediana si trova a disposizione sette elementi in organico che potranno consentire scelte e soluzioni differenti. Una grande opportunità per il tecnico.

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