Comunali Reggio, Angela Marcianò c'è: "Solo una persona libera può cambiare Reggio"

Grande entusiasmo per l'ex assessore ai Lavori pubblici che va alla conta dei numeri: "Qui è necessario metterci la faccia"

Una “riunione di amici” l’ha chiamata Angela Marciano. Ma quanti amici! Aggiungiamo noi.

Soprattutto alla luce della volontà dell’ex assessore ai Lavori pubblici di dare un profilo riservato all’iniziativa svolta in una nota libreria del centro. La saletta dedicata all’incontro è un via vai di persone di ogni estrazione e ceto sociale. Fatica a contenere lo slancio partecipativo che Angela Marcianò infonde. D’altra parte, una buona fetta di partecipanti non aspetta altro che l’annuncio della candidatura a sindaco della città. Annuncio che per la verità non avviene in modo esplicito. Angela Marcianò intanto ci ha messo la faccia. Ha chiamato a raccolta i “reggini liberi” o che si sentono tali, per contarsi. Per tramutare in numeri un entusiasmo crescente che diventa speranza nel momento in cui si capisce che manca solo l’ufficialità. Lei si è presa una settimana, dieci giorni al massimo, per sciogliere definitivamente la riserva. Ma l’immagine che rende plastica la spinta dei partecipanti all’incontro verso una sua candidatura è data dalla sottoscrizione di una sorta di impegno a dare la propria disponibilità per la causa. Tanti sorrisi, pacche sulla spalla, in bocca al lupo e strette di mano. Ma anche tanta voglia di partecipare. E se l’obiettivo di Angela Marcianò era tastare il polso della gente, allora l’obiettivo è stato raggiunto.

“Solo una persona libera può cambiare Reggio”

Sono tanti i professionisti, tra medici e avvocati, imprenditori, vecchi e nuovi attori politici che hanno voluto presenziare all’incontro. Si scorgono Eduardo Lamberti Castronuovo, l’attivista pentastellato Fabio Foti, Alberto Cutuli, Oreste Arconte, il medico Antonino D’Africa accompagnato da altri colleghi, diversi esponenti del "Comitato Corso sud", solo per citarne alcuni. C’era anche l’architetto Filippo Surace, fresco di candidatura alle regionali, che ha già offerto la disponibilità della lista “Tesoro Calabria” riconducibile a Carlo Tansi, a dare manforte alla candidatura. La Marcianò ne sottolinea la presenza disinteressata, perché “non hanno chiesto il permesso al leader di destra o di sinistra per essere qua, ma perché credono in un progetto diverso, che non conta le caselline e le percentuali”. Per lei le uniche forze che possono affrontare i problemi di Reggio sono le forze autonome:

“A noi interessa la qualità delle persone che ci affiancheranno in questo percorso e ci interessa la coerenza rispetto all’obiettivo primario: risollevare una città in ginocchio, una città morta, mortificata, svilita, disillusa. Una città che non ha più la forza di rivendicare neanche le bellezze che la natura le ha dato. Iniziamo tutti, da persone libere, perché solo una persona libera può cambiare Reggio. Solo una persona libera può dire si farà così. Solo una persona libera si può avvicinare ad un sindaco libero e dire: Io cara Angela sono venuto alla tua riunione non perché mi abbia dato qualcosa o perché da te mi aspetti qualcosa. Io mi aspetto solo una cosa, che alzerai la voce a Reggio, col governatore della Calabria, a Roma, per dire che così non va, senza paura di scontentare il leader o la forza politica di turno. Bisogna essere persone libere per portare avanti gli interessi della nostra città. Questa è l’idea di fondo”.

Angela Marcianò, anche per l’esperienza vissuta nell’esecutivo Falcomatà, sa che non sarà per niente facile conquistare Palazzo San Giorgio. Non ha strutture, segreterie, partiti alle spalle, come ripete più volte. E soprattutto non ha la bacchetta magica. Si apre invece al confronto “fino alla fine”, e si dice disposta ad

“accettare le critiche, benedicendo quegli amici che la criticheranno, perché la vera fortuna è avere qualcuno che ne sa più di te e che ti dice che stai facendo stupidaggini, che stai sbagliando. Qualcuno competente che con forza riesca a dire io non ci sto a quello che stai dicendo”.

“È necessario metterci la faccia”

“Abbiamo tutti compreso il significato di alcune parole dette. Sentir parlare di autonomia e riscatto rende già l’idea del perché siamo qua. Non abbiamo strutture di partito o segreterie. Qui è necessario metterci la faccia”. Angela Marcianò in conclusione chiarisce il senso della serata. Parla di una marcia, ordinata e composta, verso qualcosa di nuovo per la città “non necessariamente guidato da me” aggiunge, ma che “necessariamente deve avere delle gambe sulle quali camminare”. La sfida da affrontare è ardua, ma il punto per lei è:

“Sono arrivata qui dopo aver riflettuto tantissimo. Oggi guardiamoci in faccia, diamo la nostra disponibilità, dando il senso di una compattezza, di numeri, non di idee, perché su queste sono assolutamente convinta. Se obiettivamente quello che vi muove è concreto e reale, come per me, vi chiedo di verificare i nostri numeri, quante liste concretamente possiamo chiudere, e con quale consapevolezza siamo presenti da Catona a Bocale. È importante dire che non è vero che Reggio non cambia, Reggio può cambiare, a partire da queste firme e dalla vostra disponibilità”.

Il pregiudizio penale

È quello che secondo l’avvocato Renato Milasi può accadere da domani. Lo stesso ha detto di mettere a disposizione di chiunque lo voglia gli atti e la sentenza che ha visto proprio Angela Marcianò essere condannata nell’ambito del processo che riguarda l’affaire “Miramare”. Poi aggiunge:

“Io non voglio dire che quella sentenza è sbagliata, ma voglio darvi una prova del nove. Nell’ambito del processo che riguarda gli assessori e il sindaco, il pubblico ministero ha chiesto di produrre questa sentenza. E sarebbe stato magico per gli altri imputati portare un atto che condanna l’accusatrice, perché sarebbe stata a beneficio della loro presunzione d’innocenza. Ma tutti si sono rifiutati. E questa credo sia la prova migliore che quella sentenza sia stata sbagliata”.