Coronavirus, l’Area Grecanica contro il COVID-19: le richieste dei 16 Comuni

Pierpaolo Zavettieri, presidente dell'associazione dei Comuni della costa ionica reggina, rivolge due richieste alle Autorità

Strada Statale 106

La scrivente associazione, in piena coerenza con le precedenti richieste di potenziamento sanitario nell’Area Omogenea Grecanica che comprende 16 Comuni del Versante Jonico-Meridionale, preso atto che l’area geografica meno attrezzata e maggiormente a rischio nel fronteggiare una verosimile espansione del “virus” risulta essere quella grecanica atteso che detta area territoriale – estesa per oltre 60 km in linea costiera e in cui confluiscono anche molte comunità montane – è servita da un unico presidio sanitario sfornito, a tutt’oggi, di posti di degenza in terapia intensiva o sub intensiva (posti che dovrebbero essere realizzati con l’attuazione del Piano Regionale di emergenza coronavirus che prevede – 31 posti di T.I.), cui va soggiunto, quale ulteriore criticità, che gli operatori sanitari non dispongono tutti dei Dispositivi di Protezione Individuale,

preso atto, altresì, dell’incidenza di un numero significativo di casi risultati positivi al CoVid-19 nell’area circoscritta al Comune di Montebello Jonico e/o comunque nei Comuni limitrofi,

preso atto dei provvedimenti comunali regionali e nazionali che già limitano drasticamente la mobilità comunale ed intercomunale nonché le possibilità di scambio sociale e contatto fra individui,

considerato che il Governo e la Protezione Civile Italiana hanno, sin qui, garantito alle vicine Regioni la fornitura dei D.P.I. in tempi adeguati,

viste le favorevoli iniziative vagliate ed attuate in questi giorni dalle altre Regioni, ad esempio dal Veneto, che mirano ad effettuare un numero di Tamponi sempre maggiore a scopo preventivo,

considerata la necessità di effettuare i tamponi in modo mirato, individuando i soggetti da esaminare a scopo preventivo, e realizzando, a tal fine, due distinti percorsi di indagine epidemiologica per coronavirus: uno (1) per le persone che sono entrate in contatto diretto con soggetti affetti da coronavirus (sintomatici o asintomatici), al quale dare priorità tramite la supervisione dell’Autorità Sanitaria, così da individuare i portatoti sani; uno (1) per i casi sospetti (considerati secondari), relativi a soggetti che hanno avuto contatto solo superficiale o fugace con soggetti positivi al Coronavirus

CHIEDE

alle Autorità e gli Enti in indirizzo, ognuno per quanto di propria competenza, di farsi concretamente carico delle criticità sopra premesse ed evidenziate:

1) l’immediato allestimento di una tenda operativa della Protezione Civile dotata di centro prelievo tamponi, presso lo svincolo nord della frazione Saline di Montebello Jonico –RC- (area vocata e già utilizzata a fini sociali ed emergenziali) o, in alternativa, l’integrazione con il centro per il prelievo dei tamponi della tenda di Protezione Civile già istallata nel cortile dell’Ospedale “Tiberio Evoli”, evidenziando che dal 14 c.m., paradossalmente, a tutt’oggi non sono stati ancora eseguiti i tamponi a tutte le persone in più stretto contatto con il dipendente comunale di Montebello Jonico deceduto: la moglie e la figlia del defunto, il Vicesindaco, la segretaria comunale, il capo dell’ufficio tecnico del Comune in cui lavorava il deceduto, etc. etc,

2) l’immediata fornitura di mascherine (ffp2/ffp3) e degli altri D.P.I. previsti per legge, prioritariamente a tutti i centri di soccorso ed ai pubblici operatori: dei servizi sanitari, delle forze dell’ordine, dei servizi di volontariato, dei servizi e delle amministrazioni pubbliche e delle attività commerciali che forniscono beni e servizi di prima necessità, evidenziando che, a tutt’oggi, gli operatori sanitari del nosocomio melitese non sono tutti dotati dei suddetti Dispositivi di Protezione.

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