Coronavirus in Italia, sale la curva dei contagi. Boccia non esclude chiusure tra Regioni
"Appena si accende una spia bisogna intervenire”. Le parole del ministro per gli affari regionali
09 Ottobre 2020 - 18:20 | Redazione

I dati del bollettino 9 ottobre per la penisola italiana mettono i brividi. I casi registrati non erano così tanti dalla fine del mese di marzo: +5.372 rispetto ai 4.458 di ieri, quasi mille nuovi contagi in più. È anche vero, però, che nella giornata odierna si è registrato in Italia un nuovo record di tamponi effettuati: oltre 129 mila.
La situazione nelle Regioni
Lombardia 110.852 (+983, +0,9%; ieri +683)
Emilia-Romagna 36.914 (+276, +0,7%; ieri +184)
Piemonte 37.595 (+401, +1,1%; ieri +336)
Veneto 30.504 (+595, +2%; ieri +491)
Marche 8.399 (+49, +0,6%; ieri +66)
Liguria 14.670 (+196, +1,3%; ieri +152)
Campania 17.233 (+769, +4,7%; ieri +757)
Toscana 17.095 (+483, +2,9%; ieri +339)
Sicilia 8.712 (+233, +2,7%; ieri +259)
Lazio 19.135 (+387, +2,1%; ieri +359)
Friuli-Venezia Giulia 5.290 (+146, +2,8%; ieri +110)
Abruzzo 4.886 (+103, +2,1%; ieri +68)
Puglia 9.116 (+249, +2,8%; ieri +248)
Umbria 3.057 (+151, +5,2%; ieri +84)
Bolzano 3.888 (+85, +2,2%; ieri +69)
Calabria 2.188 (+42, +2%; ieri +21)
Sardegna 4.742 (+134, +2,9%; ieri +127)
Valle d’Aosta 1.402 (+18, +1,3%; ieri +18)
Trento 6.394 (+39, +0,6%; ieri +59)
Molise 701 (+11, +1,6%; ieri +6)
Basilicata 997 (+22, +2,3%; ieri +22).
Verso la chiusura?
“Le limitazioni di spostamento tra le regioni non possono essere escluse, non si può escludere nulla”.
Ad affermarlo è stato il ministro per gli affari regionali nel corso di un’intervista a Radio Capital. L’ombra del lockdown aleggia su di un paese, l’Italia che ben conosce la sensazione di trovarsi improvvisamente ‘bloccato’. I casi di contagio, con la riapertura di tutte le attività e, nel mese di settembre, anche delle scuole, crescono a vista d’occhio, come anche il numero dei tamponi effettuati.
“Dobbiamo difendere il lavoro e la salute a tutti i costi”.
Boccia, nel corso del suo intervento è chiaro, l’emergenza è tutt’altro che passata.
“La mobilità tra le regioni deve essere salvaguardata, ma la situazione dovrà essere monitorata giorno per giorno. Appena si accende una spia bisogna intervenire”.
Infine, il ministro afferma:
“La risalita dei contagi era prevedibile, ma le terapie intensive sono state rafforzate. Questi sono numeri diversi rispetto a quelli di aprile”.
