Donne d’ingegno: le storie di Edith Clarke e Beverly Willis
Per la rubrica a cura dell'AIDIA RC, la storia di due donne al cui ingegno l’elettricità moderna e la programmazione computerizzata nella pianificazione e progettazione territoriale devono rispettivamente moltissimo
02 Luglio 2026 - 14:06 | di Redazione

Edith Clarke e Beverly Willis, due donne al cui ingegno l’elettricità moderna e la programmazione computerizzata nella pianificazione e progettazione territoriale devono rispettivamente moltissimo.
EDITH CLARKE
Colei che cambiò il volto dell’ingegneria elettrica
Ing. Caterina Fortebuono, socia AIDIA RC
Edith Clarke nacque nel 1883 nel Maryland, nona figlia di un avvocato, rimase orfana a 12 anni e fu cresciuta dalla sorella maggiore.
Studiò matematica e astronomia, poi si avvicinò all’ingegneria civile ma abbandonò gli studi per lavorare alla AT&T, dove eseguiva complessi calcoli elettrici per il progetto del primo collegamento telefonico transatlantico. Continuò a studiare ingegneria elettrica alla Columbia University e poi al MIT, dove fu la prima donna a conseguire la laurea.
Alla General Electric supervisionò i calcoli tecnici e inventò una calcolatrice grafica, che brevettò nel 1921.
Nel 1926 divenne la prima donna ingegnere della GE e la prima a presentare una relazione all’American Institute of Electrical Engineers. Partecipò anche ai calcoli per la diga di Hoover, allora la più grande centrale idroelettrica del mondo.
Autrice di un importante manuale sui sistemi di alimentazione elettrica e prima donna a ottenere una cattedra di ingegneria all’Università del Texas ad Austin, dedicò la sua vita al trasporto della corrente o meglio, alla matematica necessaria al corretto funzionamento della Rete Elettrica. Il suo lavoro è stato quello di sviluppare sistemi e modelli matematici per facilitare i laboriosi e complessi calcoli necessari alla progettazione di reti e di distribuzione dell’energia elettrica. Oggi, nell’era dei microprocessori e dei calcoli istantanei, i suoi contributi possono sembrare lontani, ma senza di lei l’elettricità moderna non avrebbe la stessa precisione ed efficienza.
BEVERLY WILLIS
Pioniera dell’architettura americana
Arch. Maria Follo, socia AIDIA RC
La Willis ha rivestito un ruolo importante nello sviluppo urbanistico e architettonico delle città americane, influenzando irrimediabilmente le future espressioni. Iniziò la sua carriera come artista indipendente nel 1954 e nel 1966 fondò il proprio studio di architettura. Nel 1980 fu tra i fondatori del National Building Museum. Nel 2002 in un ambiente declinato quasi totalmente sulla figura tecnica maschile, Beverly Willis, fondò, con le colleghe Heidi Gifford, Diane Favro e Lian Mann, la Beverly Willis Architecture Foundation. Un’associazione no profit con l’unica missione di affermare il ruolo delle donne in architettura. Fu pioniera del concetto di riuso adattivo. La sua ricostruzione del celebre Union Street Shops di San Francisco, risalente al 1890, divenne un esempio di ricostruzione e riutilizzo di edifici residenziali per la riqualificazione urbana. Inoltre, Willis introdusse la prima programmazione computerizzata nella pianificazione e progettazione territoriale su larga scala con il software CARLA (1971), interamente sviluppato dal suo studio. Nel 1983, Willis progettò il primo edificio per il balletto negli Stati Uniti, il San Francisco Ballet Building. Il progetto per la ristrutturazione della Glide Church e del Manhattan Village Academy Charter School, ricostruito all’interno di un edificio esistente, ha sviluppato un nuovo modo di concepire le tipologie edilizie. Per questi e altri importanti progetti, Willis ha ricevuto numerosi riconoscimenti, premi e menzioni.
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