Scopelliti, il ritorno che divide. Lega insofferente, i segnali dietro le assenze

Elezioni Comunali a Reggio Calabria sempre più vicine, la presenza di Scopelliti vicino alla Lega provoca malumori interni e apre un nuovo fronte politico

scopelliti mattiani

Le elezioni comunali si avvicinano, dentro la Lega di Reggio Calabria si respira un clima teso. Il ruolo e la presenza di Giuseppe Scopelliti, sempre più vicino al partito di Matteo Salvini, sta causando malumori e frizioni che faticano a rimanere tra le quattro mura del Carroccio.

Il progetto “Reggio riparte dal lavoro – 1.000 occupati, nessuno escluso” presentato sabato dall’ex sindaco e governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti ha ulteriormente surriscaldato il clima politico che si respira dentro la Lega reggina.

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All’evento, infatti, non sono passate inosservate alcune assenze pesanti all’interno del partito di Matteo Salvini. Mancavano tutti i commissari del partito: il provinciale Giuseppe Mattiani, il cittadino Armando Neri e la commissaria regionale Valeria Sudano ma anche altri esponenti del partito come ad esempio il consigliere comunale Nino Caridi. Assente fisicamente anche il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, che ha partecipato soltanto con un breve collegamento video.

Una semplice casualità tutte queste defezioni? Ovviamente no.

L’assenza contemporanea dei principali riferimenti del partito sul territorio ha assunto il significato di una presa di distanza silenziosa ma evidente. Secondo diverse ricostruzioni interne al partito, la Lega reggina non avrebbe condiviso né il metodo né il merito dell’iniziativa lanciata dall’ex governatore, considerata da alcuni esponenti troppo personalizzata e poco coordinata con il percorso politico del partito in città.

Allo stesso tempo anche i vertici del partito, in merito all’iniziativa presentata, avrebbero espresso disappunto per il merito della proposta, considerata inopportuna e poco coerente con la filosofia della Lega.

Da qui quella che viene descritta come una risposta “silenziosa e rumorosa allo stesso tempo”: disertare l’appuntamento pubblico, evidenziando così di non voler abbinare la propria presenza a quel tipo di evento. Dietro le quinte, infatti, non mancherebbero segnali di malumore per quella che viene definita una presenza politica “troppo invadente” da parte di Scopelliti.

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Nel frattempo, sul progetto presentato sabato è arrivata anche la dura presa di posizione dei consiglieri comunali del Pd, i quali hanno diffuso una nota molto critica.

“Il Decreto Reggio non è un bancomat da campagna elettorale. Ricordiamo dove ha portato il Modello Scopelliti: indebitamento senza precedenti, società partecipate in condizioni disastrose, il Comune sull’orlo del dissesto”, scrivono i consiglieri dem.

Secondo il gruppo del Pd, parlare oggi delle risorse del cosiddetto Decreto Reggio come se fossero immediatamente disponibili rischia di creare confusione.

“I cosiddetti fondi ‘perenti’ non sono una riserva di denaro pronta all’uso, né tantomeno una sorta di bancomat da attivare a piacimento in campagna elettorale”, il pensiero dei consiglieri comunali del Pd.

Il Partito Democratico ha ricordato inoltre che una parte significativa delle somme relative al decreto risulterebbe non rendicontata da molto prima dell’insediamento dell’amministrazione Falcomatà, e sottolinea come proprio quella fase amministrativa abbia contribuito alla difficile situazione finanziaria del Comune. “La questione dell’occupazione giovanile è troppo seria per essere trasformata in uno slogan elettorale”, ha concluso il gruppo dem.

Al di là dello scontro politico con il centrosinistra e che probabilmente sarà uno dei temi principali della campagna elettorale tra ‘nostalgici’ del Modello Reggio e avversari dell’era Scopelliti, tornando all’origine, la vicenda ha ingigantito le tensioni interne alla Lega reggina.

Secondo diversi rumors che circolano negli ambienti del partito, alcuni dirigenti non vedrebbero favorevolmente un’eccessiva vicinanza di Scopelliti alla Lega, soprattutto in una fase delicata come quella attuale, con la campagna elettorale ormai in corso e l’imminente annuncio del candidato sindaco di centrodestra che infuocherà ulteriormente il clima sino all’appuntamento con le urne.

Il timore, raccontano fonti interne, sarebbe quello di spostare gli equilibri politici del partito su una figura considerata “legata a dinamiche del passato”, come sussurrato da alcuni esponenti leghisti locali. Non mancherebbe neppure chi, dentro la Lega, sottolinei come l’ex sindaco e governatore sia ormai lontano dalla politica attiva da oltre dieci anni, senza incarichi istituzionali ricoperti in questo lungo periodo.

Un elemento che, secondo alcuni dirigenti, renderebbe difficile valutare oggi quale sia la reale presa sul territorio, evidenziando come anche la candidatura di Franco Sarica alle scorse elezioni regionali, non abbia dato i frutti sperati.

Inoltre, c’è chi rivendica il lavoro portato avanti in silenzio negli ultimi anni per costruire e rafforzare la presenza della Lega a Reggio Calabria, e che ora guarderebbe con una certa prudenza a operazioni politiche percepite come esterne al percorso del partito. La presenza di Scopelliti sempre più costante ad eventi o iniziative riconducibili alla Lega, ha creato un malcontento che inizia a diventare difficile gestire.

Il consigliere regionale e commissario provinciale della Lega Giuseppe Mattiani (forte dei risultati ottenuti alle ultime tornate regionali e di una considerazione sempre più crescente dai vertici nazionali del partito) secondo quanto riferito da fonti interne, non ha nascosto il suo disappunto per questa situazione, quasi sino a sentenziare un ‘Aut aut’ rispetto alla propria presenza dentro la Lega in contemporanea alla figura di Scopelliti.

In questo scenario il ruolo del sottosegretario Claudio Durigon potrebbe diventare decisivo. Sarà infatti lui, secondo diversi osservatori politici, a dover gestire le tensioni interne al partito riferibili alla vicinanza di Scopelliti, cercando di tenere insieme le diverse sensibilità mentre si è ormai nel pieno della campagna elettorale per le comunali.

‘Non mi candido, come ho sempre detto in questi anni, e non ho tessere di partito. Il mio è un impegno rivolto al riscatto della città, all’interno del contenitore del centrodestra’, le parole più volte ripetute da Scopelliti in questi mesi e volte a far capire come il contributo volesse essere come esterno alla politica attiva.

Contributo che però, sussurrano fonti interne alla Lega, si vorrebbe venisse speso in modo diverso e da altre prospettive. Da capire adesso quali saranno le prossime mosse dell’ex sindaco e governatore una volta ricevuto il “messaggio silenzioso” da parte della Lega reggina e anche in modo interverrà (se lo farà) il Sottosegretario Durigon.