Verso le regionali, Irto e la svolta generazionale: La Calabria ha bisogno di un governo autorevole

Per il candidato del centrosinistra prima si vota meglio è. La sfida del Recovery fund per ricostruire la Calabria

Puntare su una regione che vuole cambiare, che vuole essere normale, che vuole avere una sanità che sia al pari della dignità del momento, che sia con la stessa dignità degli altri cittadini italiani, che abbia prospettive, che dia una possibilità alle nuove generazioni.

È l’auspicio di Nicola Irto, candidato alla presidenza della Regione Calabria, ospite di Live Break, la diretta facebook di CityNow condotta da Vincenzo Comi. Per lui  non servono libri dei sogni, ma serve un percorso reale di cambiamento e di speranza per la Calabria che deve riguardare principalmente le nuove generazioni.

“Prima si vota meglio è”

Le ultime notizie fanno presagire un nuovo rinvio per le elezioni regionali, dapprima fissate al 14 febbraio, poi rinviate all’11 aprile e oggi in bilico. Ma per il candidato del centrosinistra “Prima si vota e meglio è”:

“Purtroppo al momento si hanno solo notizie parziali, giornalistiche, di un possibile rinvio e probabilmente la prossima settimana il Consiglio dei Ministri sentito il Comitato tecnico scientifico vedremo quali saranno le determinazioni del Governo anche perché decidere se lasciarle così come sono fissate per l’11 aprile. Spero per i cittadini che si sappia al più presto. L'importante è che la Calabria abbia un governo legittimato”.

L’Appello e le alleanze

Nel frattempo però Irto ha provato a tastare il terreno politico in funzione alleanze. Da qui l’appello a chi è già candidato a fare un passo indietro per discutere della fattibilità di un fronte nuovo di centrosinistra:

“Intanto l'appello era rivolto a chi si era autocandidato a chi aveva guardato ad altre esperienze per poter allargare ulteriormente il campo di un centrosinistra innovativo che punta a vincere le elezioni, come avvenuto in Toscana, in Puglia o in Campania a settembre, con un centrosinistra che ha guardato al centro, alla parte moderata ed è riuscita a vincere contro i populisti e contro la destra. Quindi, l’intenzione era questa. Ed è chiaro che, se nelle prossime settimane qualcuno vorrà dare una mano e legarsi al progetto di cambiamento della Calabria che noi vogliamo mettere in campo, sono tutti benvenuti. E’ altrettanto chiaro  però che non bisogna fare furbizie: basta con l'idea di tattiche che quello si fa l'accordo con l'altro, che si regala una poltrona a uno piuttosto che a un'altro per cercare di fare accordi vecchio stile. Oggi serve chiarezza e dire cosa si vuole fare, dire che piano di rinnovamento si vuole fare, in che modo si vogliono coinvolgere anche al governo della Regione le straordinarie competenze di una nuova generazione calabrese”.

Irto però ci tiene a sottolineare un dato che sembra essere sempre più merce rara:

“Ho un difetto, anzi forse di questi tempi può essere etichettato come un difetto, e cioè che non sono un voltagabbana, ho una storia politica sempre dalla stessa parte, sempre impegnato politicamente nel sociale, nel mondo dell'università come noto. Ma nessuno può far passare la coerenza politica come un difetto”.

Rispetto alle potenziali alleanze che potrebbero nascere da qui alle elezioni Irto non si sbottona:

“Io non voglio fare delle anticipazioni, ma ce ne saranno anche importanti anche nella città di Reggio anche in Calabria anche rappresentanti di mondi impegnati direttamente nello sport e nelle attività sociali. Proprio nelle prossime settimane faremo unno story telling delle candidature. Ma posso dire che in quei giorni di attesa non solo ho incontrato le forze politiche ma anche il mondo dell’associazionismo, associazioni studentesche, culturali con cui negli anni scorsi ho avuto modo di collaborare. Ho insomma iniziato un dialogo con un mondo che sento mio, e che dovrà continuare.

L’appoggio degli amministratori locali

Qualche giorno fa Irto ha ricevuto anche la spinta di diversi amministratori locali che chiedono una svolta anche generazionale nel nuovo governo regionale:

“Io ringrazio gli oltre cento sindaci che mi hanno rivolto questo primo appello. La cosa curiosa è che ci sono anche altri sindaci che non hanno sottoscritto questo appello ma che mi hanno scritto dicendo ‘se ci avessero chiamato avremmo firmato anche noi’. Quindi ci saranno anche altri sindaci in giro per la Calabria che intendono unirsi al programma di cambiamento che vogliamo mettere in campo rendendo protagoniste le Amministrazioni comunali. E siccome spesso ho detto che non ci può essere uno sviluppo della nostra regione senza un'attività concreta di rilancio da parte anche delle amministrazioni comunali. Per capirci, la Regione può fare una straordinaria programmazione, ma poi i Comuni devono essere capaci di raccogliere la sfida, di avere un progetto in testa, di garantire i servizi quotidiani ai cittadini. La Calabria può crescere se cresce la Regione, ma anche i COmuni che sono la frontiera più esposta dei problemi, e spesso i sindaci, gli amministratori, sono lasciati soli. Ecco oggi bisogna renderli protagonisti, aiutarli, probabilmente mettendo in campo anche delle iniziative che possano fare crescere le Amministrazioni comunali nel senso più complesso del termine”.

Quale responsabilità della politica?

Una delle critiche mosse nei confronti di Nicola Irto è quella relativa all’anzianità di servizio in Consiglio regionale. “Sempre gli stessi” ha detto qualcuno bocciando la candidatura dell’ex presidente del Consiglio regionale. Ma lui, rispedisce al mittente le accuse:

“Questa cosa viene detta a me che ho sostanzialmente fatto una sola legislatura, più la seconda di questo anno. Personalmente non mi sento di aver fatto troppi anni di politica, anche perché non campo di politica, non lo faccio per lavoro. Ho avuto un larghissimo consenso, ma purtroppo non ho avuto mai ruoli di governo nella Regione Calabria. E’ del tutto evidente che, per quanto mi riguarda, le cose che potuto e dovuto fare io nelle mie competenze, credo che abbiamo fatto un passo in avanti in termini di trasparenza amministrativa al Consiglio regionale e in termini di modernizzazione della legislazione regionale. E’ altrettanto evidente che tutto questo non fa parte del governo della Regione che non mi ha visto mai coinvolto”.

Irto quindi si volta indietro argomentando che una serie riflessione andrebbe fatta probabilmente sugli ultimi 30 anni, che hanno segnato il fallimento generale della politica.

“Quella generazione politica probabilmente non ha messo in campo le iniziative che servivano alla Regione Calabria e su questo c'è una responsabilità di tutte le parti politiche, a mio giudizio. Serve però oggi avere la capacità di assumersi un impegno rispetto ai problemi della Calabria e misurarsi con quelli, ma misurarsi direttamente non conto terzi. Confido in questo, in una nuova generazione che può e deve governare la Calabria per cambiarla”.

Recovery Fund e priorità

A proposito di cambiare la Calabria, tutti i candidati vedono nelle risorse del Recovery fund lo strumento migliore per intervenire. Irto è sulla stessa lunghezza d’onda, ma per lui esistono priorità e priorità:

“Le priorità secondo me sono quelle dell'alta velocità, delle Infrastrutture regionali per poter arrivare in Calabria. A me fanno spesso la domanda sul Ponte sullo stretto, io credo che oggi non sia la priorità. Anche perché sarebbe opportuno che qualcuno si mettesse in macchina e facesse tutta la 106 Jonica, la cosiddetta strada della morte, arrivando nella parte alta dello Ionio: abbiamo una strada che è drammatica”.

Anche sul versante ferroviario, per Irto, la priorità è uscire dall’isolamento:

“Occorre modernizzare e mettere in sicurezza il versante Ionico di tutta la Calabria e poi c'è un tema di ammodernamento infrastrutturale ferroviario. Sapendo anche che noi abbiamo un altro tema da affrontare che è quello di tutelare il sistema aeroportuale calabrese che è fatto da tre aeroporti. Senza demagogia senza racconti fantasiosi ma concretamente”.