Festa i Maronna e paninu cu satizzu. Quale vino abbinare?

In alternativa alla solita birra l'esperto Francesco Rando Vi consiglia due Elisir di lunga vita da abbinare a questo straordinario panino

Peperoni e patate, pipi e patati, patati e pipareddi, sono solo alcuni nomi attribuiti a un piatto della tradizione fra i più conosciuti e apprezzati, della cucina tipica reggina.

Un tempo era la ricetta delle massaie e dei contadini che lo utilizzavano per farcire il pane, come pasto durante il lavoro nei campi anche nelle lunghe giornate assolate.

I peperoni con le patate fritte nel pane, difatti, si conservavano senza problemi sotto il calore del sole estivo che batteva nei campi, durante le giornate di lavoro. Pipi e patati è un piatto che può essere preparato in qualsiasi periodo dell’anno, ma l’ingrediente fresco, estivo e di stagione, fa la differenza. È consigliato usare un buon olio evo, dei peperoni carnosi e delle patate di ottima qualità.

Non esistono delle versioni light, sappiatelo! Pipi e patati si mangiano cosi come sono, ovvero fritti in olio extravergine di oliva. Esistono diverse varianti: con l’aggiunta di cubetti di pomodoro fresco o arricchito anche con rosmarino e cipolla rossa di Tropea, altro vanto e prodotto tipico di questa assolata e magnifica regione. Ma il piatto unico è abbinarlo alla salsiccia arrostita nel classico panino.

Questo panino, oltre a essere ricco di sapori, è anche un contenitore di tradizione. Sicuramente nella provincia di Cosenza, di Crotone, di Catanzaro o di Vibo Valentia avranno mille altre ricette, oli, salsicce, tipi di cottura. Ma il panino con la salsiccia simboleggia uno dei momenti più importanti per la città di Reggio Calabria, nel periodo della festa cittadina nel mese di settembre.

Da ogni parte del mondo si ricongiungono Reggini nostalgici e amanti della loro terra e, conclusa la cerimonia religiosa, si da il via ai festeggiamenti civili e si arrostisce per le strade salsiccia per riempire panini variopinti, con pipi e patate. I più coraggiosi nel pane ci mettono le frittole, parti del maiale cotti nel suo grasso.

Ma in alternativa alla solita birra vorrei consigliare due Elisir di lunga vita da abbinare a questo straordinario panino, un calice di Bivongi Rosso Doc, un vino speciale nato da un blend di uve autoctone e prodotto da pochi produttori della provincia di Reggio Calabria e Catanzaro. Il Bivongi Rosso DOC ha un bel colore rubino con sfumature granato.

Il bouquet è caratterizzato da intense note fruttate. Al palato è armonioso, con una bella struttura, sostenuta da tannini equilibrati e vivace freschezza, e non da ultimo un vino che parla Grecanico: il Palizzi Rosso igt ottenuto da uve Nerello di Palizzi, Castiglione e la Negrazza , si presenta di color rubino molto intenso , emergono succose e fini note di frutta assai matura quali ciliegie, mirtilli neri e more di rovo alle quali si affiancano, aumentandone complessità e piacevolezza, le sensazioni speziate della noce moscata, i sentori floreali del glicine ne completano il già ampio quadro olfattivo. Al palato, l’attacco è deciso e nitido ma, rapidamente diviene morbido e gradevolmente caldo.

La lieve dolcezza, l’importante struttura e la pienezza del corpo trovano nerbo ed equilibrio grazie alla ben presente freschezza e a tannini di ottima fattura.

Pertanto cari amici , in ogni piazza , in ogni angolo , troviamo un tavolino dove consumare il panino cu satizzu, pipi e patati , magari con un sottofondo di buona musica folk.

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