Giovane disperso e ritrovato nello Stretto, il racconto di Luigi: "Uscite notizie false"

E' la notizia degli ultimi giorni, anche a livello nazionale. Giovane disperso a Scilla e ritrovato vicino Messina: si tratta di una fake news? Le parole del diretto interessato

E’ la notizia degli ultimi giorni, anche a livello nazionale. Giovane disperso a Scilla e ritrovato vicino Messina: si tratta di una fake news o no, quali sono i reali contorni di questa vicenda surreale?

Secondo le notizie diffuse dalla Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, il giovane Luigi Vazzana è stato recuperato vicino alle coste di Messina.

Invece, carabinieri e alcuni gestori di lidi balneari, affermano che il giovane di 28 anni, naufrago per sei ore, è stato recuperato a poche centinaia di metri dalla riva. Era nascosto tra gli scogli con alle spalle l’ombra del Castello Ruffo di Scilla che domina lo Stretto.

Al Corriere della Sera il racconto dello stesso Luigi.

“Non capisco perché vengono fuori notizie false su quanto è accaduto. Ho avuto sangue freddo, sono riuscito a stare lucido e questo mi ha permesso di resistere tante ore in acqua.

Una volta in acqua mi sono sdraiato sul materassino a pancia in su. Forse ho perso i sensi, può darsi abbia avuto un colpo di sonno. Fatto sta che mi sono ritrovato lontano dalla riva.

Mi sono girato per capire dove mi trovassi e a quel punto mi sono accorto che il materassino era bucato. Me lo sono stretto al petto per impedire che si sgonfiasse completamente e anche per ripararmi dal freddo» sostiene ancora il ragazzo.

Adesso verranno a cercarmi — le parole di Luigi — mentre tremavo dal freddo e sentivo passare vicino a me tonni e pescespada”.

QUALE VERITA’?

Nonostante il racconto del diretto interessato, la versione chiara e definitiva stenta…a venire a galla.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Luigi Vazzana non si trovava in mezzo allo Stretto, vicino Messina..ma tra gli scogli, a poche centinaia di metri dalla spiaggia di Scilla.

“Se non fosse stato così disorientato avrebbe potuto fare quattro bracciate e raggiungere facilmente la riva. Oppure salire sugli scogli e chiedere aiuto, sbracciandosi, visto che in quel tratto scorre il tunnel che unisce il lungomare di Scilla al porto”, si legge sulle pagine del quotidiano nazionale.

 

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