Grandi opere, l’allarme della Fillea CGIL: ‘In Calabria rischio paralisi’
“Si fa presto a dire grandi opere. Ma in Calabria, oggi, mancano cave, materie prime e semplificazione amministrativa”. A lanciare l’allarme è Simone Celebre, Segretario Generale della Fillea CGIL Calabria
14 Gennaio 2026 - 09:27 | Comunicato Stampa

“Si fa presto a dire grandi opere. Ma in Calabria, oggi, mancano cave, materie prime e semplificazione amministrativa”. A lanciare l’allarme è Simone Celebre, Segretario Generale della Fillea CGIL Calabria, in vista dell’apertura dei nuovi cantieri infrastrutturali che nei prossimi mesi interesseranno la Regione.
Grandi opere a rischio blocco
I progetti sono pronti e le risorse stanziate, eppure mancano spesso le condizioni materiali per avviarli e completarli nei tempi previsti. “Le cave attualmente autorizzate sono numericamente e logisticamente insufficienti a coprire il fabbisogno di materie prime necessario per la realizzazione delle opere strategiche già finanziate”, spiega Simone Celebre.
Cave e vincoli ambientali
“La Calabria – osserva il segretario generale della Fillea CGIL Calabria – possiede potenzialità naturali importanti, ma è anche un territorio complesso, segnato da una forte eterogeneità ambientale e da numerosi vincoli che limitano drasticamente l’individuazione di nuove aree estrattive. Proprio per questo – sottolinea Simone Celebre – le aree idonee e non soggette a vincoli devono essere considerate strategiche per lo sviluppo regionale. Non possiamo permetterci di trattarle come semplici pratiche amministrative”.
A queste criticità si aggiungono, a dire del numero uno della Fillea CGIL calabrese, i cronici ritardi della macchina burocratica e la carenza di competenze tecniche in molti enti locali. Tali lacune allungano i tempi di gestione, scoraggiano gli investimenti e complicano la programmazione delle imprese.
Il rischio approvvigionamento fuori regione
Il rischio concreto è che le aziende siano costrette ad approvvigionarsi fuori regione. “Uno scenario insostenibile – evidenzia il segretario generale della Fillea CGIL Calabria – perché comporterebbe un aumento considerevole dei costi, con ricadute dirette sia sulle aziende che sui cittadini. Inoltre, priverebbe la Calabria di una delle poche occasioni concrete di crescita economica e occupazionale, traducendosi in una perdita di valore, ricchezza e posti di lavoro”.
L’appello alle associazioni datoriali
Simone Celebre chiama in causa anche le associazioni datoriali: “Su questo tema devono mobilitarsi insieme a noi e sollecitare tutte le aziende che si sono aggiudicate i lavori dei tratti della 106 tra Corigliano/Rossano – Coserie, Catanzaro – Crotone e il raddoppio della Galleria Santomarco. La legalità, la trasparenza e la disponibilità delle materie prime – sostiene – sono condizioni essenziali per lo sviluppo e per garantire una concorrenza leale e un’occupazione di qualità”.
La richiesta di un tavolo regionale
In conclusione, la Fillea CGIL Calabria, con il suo segretario generale, chiede l’apertura urgente di un tavolo regionale che coinvolga la Regione, le imprese, i sindacati e gli enti locali, per affrontare e risolvere un problema che rischia di paralizzare l’intero settore.
“Parlare di grandi opere senza affrontare il tema delle cave è come progettare una casa senza avere i mattoni”, conclude Simone Celebre.
