Hospice, Lamberti e Zavettieri chiamano Falcomatà

Attraverso la missiva indirizzata al primo cittadino si chiede la convocazione urgente di un Consiglio metropolitano

La data del 31 dicembre si avvicina inesorabilmente, e per l’Hospice Via delle stelle la situazione sembra invariata. Anzi, la storia è sempre la stessa. Da un lato la richiesta di un contratto da parte della Fondazione che possa regolarizzare i rapporti e garantire il lavoro ai dipendenti, dall’altra il tira e molla dell’azienda sanitaria reggina che, a quanto pare, intende presentare un bando interesse pubblico affidando così ad altri la gestione della struttura.

Così, i consiglieri metropolitani Eduardo Lamberti Castronuovo e Pierpaolo Zavettieri, attraverso una missiva diretta al sindaco metropolitano, Giuseppe Falcomatà, hanno caldeggiato la convocazione in tempi brevi di un Consiglio aperto con l’auspicio che nelle more della convocazione lo stesso si faccia pieno carico di sollecitare la presenza della Commissione Straordinaria dell’ASP di Reggio Calabria.

La richiesta urgente, “fortemente motivata sia al fine di salvaguardare nel più breve tempo possibile i lavoratori ed il buon funzionamento della Struttura, sia per non pregiudicare definitivamente una realtà sanitaria virtuosa”, prende le mosse dalla grande manifestazione svolta lo scorso ottobre proprio all’Hospice su iniziativa della Uil che aveva denunciato la grave situazione in cui versa la struttura di cure palliative per malati terminali, nonché la possibile perdita del personale altamente specializzato. Cinquantaquattro lavoratori che “rischiano di ritrovarsi in mezzo ad una strada dopo anni di grandi sacrifici umani e lavorativi” anche perché i contratti non sono stati rinnovati e l’intenzione della Triade commissariale Asp, ormai ben nota, è quella di presentare un bando di interesse pubblico per affidare a terzi la gestione.

“Chiediamo un livello adeguato di qualità e professionalità manageriale, nonchè l’obbligo di sedersi attorno a un tavolo e trovare una soluzione” erano state le parole di Nuccio Azzarà, segretario generale della Uil reggina. Anche Lamberti, quel giorno fu netto:

“Questa è una struttura essenziale, dove chi vive un brutto male può lasciare questa vita con dignità. La gestione, per come va avanti da anni, è perfetta e affidata a una persona esemplare che ci mette l’anima come il dottore Trapani Lombardo. Sembra non interessi a nessuno, è una vergogna. Cosa vorrei dire all’Asp? Si dimettano e lascino la sanità a chi sa gestirla”.

Fu insomma una manifestazione molto partecipata che mandò un chiaro messaggio a chi di competenza, anche se lo stesso Vincenzo Trapani Lombardo, presidente della Fondazione Via delle stelle, continuava e continua tuttora ad avere dei timori:

“Abbassare il livello di qualità e lasciare gli operatori in mezzo a una strada. Queste sono le mie due uniche paure che coincidono con i miei due obiettivi”.

D’altra parte, in quella occasione fu evidenziato che l’Asp non pagava rimborsi e fatture da ben 9 mesi.

“Se oggi la struttura è ancora aperta – si legge nella missiva vergata da Lamberti e Zavettieri - è solo grazie alle donazioni ed ai lavoratori che in questi mesi hanno dimostrato attaccamento al loro lavoro: nonostante non siano stati pagati sono rimasti sempre al loro posto con grandissima professionalità, dimostrando concretamente che per loro prendere per mano dei pazienti nel momento più doloroso della loro esistenza è una missione che prescinde dall’orologio e dal compenso”.

Ma Zavettieri e Lamberti ricordano anche che gli stessi avevano proposto la convocazione di un consiglio metropolitano e comunale congiunto, aperto all’intera città alla presenza della Triade commissariale. Un impegno assunto in quella data dal presidente del Consiglio comunale Demetrio Delfino, ma non ancora rispettato. Dunque, “trascorso oltre un mese di tempo improduttivamente” i due consiglieri metropolitani confidano in un intervento diretto del sindaco Metropolitano.