Ispettorato del lavoro, diverse sanzioni nel reggino
Nella Piana di Gioia Tauro, nel settore del commercio di calzature, gli ispettori hanno riscontrato la presenza di un lavoratore privo di contratto su un totale di tre dipendenti
16 Marzo 2026 - 16:39 | Comunicato Stampa

Nel corso delle attività di controllo nel settore edile sulla Costa Jonica reggina, gli ispettori del lavoro hanno individuato due imprese, operanti in distinti cantieri, che stavano realizzando opere provvisionali con modalità non conformi e utilizzando materiali non idonei.
Per queste irregolarità, ai due titolari sono state notificate le prescrizioni in materia di salute e sicurezza per le violazioni di natura penale previste dal Testo Unico 81/2008.
Sempre con riferimento all’osservanza del medesimo Testo Unico, nella fascia tirrenica della provincia un imprenditore agricolo è stata contestata l’omessa sorveglianza sanitaria a favore del proprio dipendente.
Nella Piana di Gioia Tauro, nel settore del commercio di calzature, gli ispettori hanno riscontrato la presenza di un lavoratore privo di contratto su un totale di tre dipendenti.
L’azienda è stata sospesa per il superamento della soglia del 10% di lavoro nero: per poter riprendere l’attività, oltre alla regolarizzazione del dipendente, il titolare dovrà versare 2.500 euro, oltre alla maxi-sanzione per lavoro nero pari a 3.900 euro e alle sanzioni estintive relative alla mancata sorveglianza sanitaria e alla formazione obbligatoria.
Nella Locride, i controlli presso un centro gomme hanno evidenziato irregolarità nelle registrazioni del Libro Unico del Lavoro: alcune ore di lavoro effettivamente svolte erano state impropriamente annotate come “assenze ingiustificate”. Ciò ha comportato una diminuzione della retribuzione e contributi non versati.
Gli ispettori procederanno quindi al recupero degli imponibili contributivi omessi e alla notifica della diffida accertativa per le somme non registrate. Per infedeli registrazioni superiori ai dodici mesi è prevista una sanzione amministrativa di 1.000 euro.
