“La Calabria non si Lega”, ecco le sardine di Reggio

Il movimento nato in Emilia si organizza anche da noi. Filippo Sorgonà è il coordinatore reggino: “Non solo un profilo di protesta e contestazione”

“Siamo spinti soltanto dalla volontà di agire all'insegna di una contaminazione positiva con quei gruppi di ‘sardine’ che stanno invadendo il mare della rete rapidamente ed efficacemente. Guardiamo a temi e proposte fortemente progressisti. Giustizia sociale, lotta comune, orgoglio di volerci prendere cura della nostra terra, contro l'odio oramai connaturato in seno alle destre, dialogo democratico tra anime che si sanno rispettare pur nella diversità, atteggiamento propositivo”.

Anche in Calabria sta prendendo piede, e velocemente, il movimento delle sardine, nato da un flashmob organizzato in fretta e furia da un gruppo di tre ragazzi, per opporre una piazza silenziosa ai toni sovranisti della Lega. Il primo evento ha avuto luogo a Bologna, a Piazza Maggiore, ed ha riunito incredibilmente 15 mila persone. Poi è stata la volta di Modena, dove si sono ritrovati in 7 mila. E poi è diventata un po’ dovunque sardine-mania. Chiaramente anti-leghista, il movimento dalle origini emiliane detta la linea: “Nessuna bandiera, nessun partito, nessun insulto”. Ma i detrattori, sminuendo il senso della corale partecipazione, hanno pensato bene di agganciargli un ispiratore, individuandolo in Romano Prodi. D’altra parte, l’ideatore, il giovane 32enne Mattia Santoni, laureato in scienze politiche è anche collaboratore per una rivista legata proprio al “mortadella”.

La Calabria non si Lega

C’è un filo neanche tanto sottile che lega la nostra regione all’Emilia Romagna, dove è nato il movimento. Non foss’altro che per il fatto che entrambe le regioni saranno impegnate nel rinnovo dei rispettivi Consigli regionali. Così anche in Calabria è nato “6000 sardine la Calabria non si lega”, direttamente collegato al gruppo nazionale ufficiale. Attualmente il coordinamento regionale è affidato a Jasmine Cristallo, che rappresenta anche Catanzaro, mentre a Cosenza c’è Giulio Vita e a Reggio Filippo Sorgonà.

“Neppure con tanta sorpresa, ma con curiosità – racconta Sorgonà – voglio far notare che c’è stata la capacità di una unione trasversale di persone che partono da una totale contestazione all’imbarbarimento della politica. Possiamo dire che è la risposta, molto italiana, alla deriva della politica di alcune destre nazionali che non hanno niente a che fare con quella destra tradizionalmente democratica, mostrando un profilo del tutto reazionario, spesso con slogan fondati su fake news”.

Sorgonà, che in stretto contatto con gli altri coordinatori sta cercando di individuare le date utili per il debutto in piazza “per fare massa critica e tracciare un percorso di appuntamenti intelligenti sotto campagna elettorale”, spiega che l’obiettivo principale è “restituire la politica ad una dialettica democratica e civile che si rifà ai principi costituzionali, valori che hanno accomunato migliaia di persone non identificabili con espresse appartenenze politiche. Il movimento nasce anche per dare uno scossone al mondo della sinistra cristiano sociale e moderata.

Va comunque capito se il movimento sarà una meteora elettorale o se proverà a strutturarsi meglio.

Siamo curiosi di misurarci con la capacità di polarizzare negli appuntamenti in Calabria – continua Sorgonà -. Quello del movimento non è solo un profilo di protesta e contestazione, anzi si sta andando avanti con un profilo armonioso perché se si propone di restituire dignità e valori alla politica è ovvio che noi per primi dobbiamo diventare testimoni. È pur vero che il movimentismo in genere è una pulsazione della società in un momento in cui si sente mancare la rappresentanza. A volte possono essere assorbiti dalle istituzioni esistenti come successo con “Podemos” in Spagna, a volte no. Ma ad una settimana dalla nascita è anche normale che non ci sia già un progetto. In questo momento il nostro progetto è la piazza e il riconoscimento di determinati valori”.

Quanto può pesare il movimento delle sardine in questa tornata elettorale è difficile dirlo, ma Sorgonà ci spera: “Il movimento può avere una grande influenza, può essere la risposta all’assenza di rappresentanza e all’incapacità di unirsi su dei pochi chiari ed inequivocabili obiettivi comuni contraddistinti da una questione etica e sociale. Poi, in Calabria ci sono sacche impressionanti di persone che non votano, solo ignavia? Indiffeenza o questione di rappresentanza, le sardine possono essere una nuova via”.