La forza del Mu.Stru.Mu. nella gente di Reggio. Curatola: “Ci auguriamo di poter aprire la nuova struttura per la primavera prossima
06 Novembre 2014 - 16:58 | di Redazione

di Vincenzo Comi – Era la sera del 4 novembre 2013 quando un incendio di origine dolosa avvolgeva la struttura del Mu.Stru.Mu. (Museo dello Strumento Musicale) di Reggio Calabria. Una data che l’associazione culturale e tutta la cittadinanza non ha certo rimosso dai propri ricordi.A distanza di un anno i rappresentanti del Mu.Stru.Mu hanno ricordato, nel pomeriggio di martedì, l’incendio che ha colpito uno dei cuori pulsanti della cultura in città.”Non posso dimenticare il fiume nero e la fuliggine che portava via quanto avevamo raccolto in più di 20 anni – spiega Ken Curatola, dirigente del Museo – L’immagine che non dimenticherò mai è quella è quella di uno strumento, per me simbolico, un armonium ingombrante di fine ottocento posizionato all’ingresso del museo. Ritrovare quello strumento così importante in 4 centimetri di cenere è stato uno shock”Le stanze bruciate e le pareti annerite, insieme al patrimonio della biblioteca andato totalmente distrutto non hanno spento però l’entusiasmo dei dirigenti del Mu.Stru.Mu, stimolati dalla partecipazione e del sostegno di istituzioni, associazioni e cittadini.“In questi mesi abbiamo ricevuto tanto ascolto da parte delle forze dell’ordine, del mondo dell’associazionismo e anche da parte delle istituzioni. Attendiamo il finanziamento promesso dalla Regione di 15mila euro che però ancora però dobbiamo ricevere per motivi burocratici – continua Curatola – Tanti sono stati gli attestati di stima e solidarietà anche da parte di personaggi di livello nazionale come Renzo Arbore, Roy Paci, Peppe Voltarelli e tanti altri artisti e gruppi locali. Attestati di solidarietà sono arrivati anche dall’università di Torino con la donazione di volumi musicali e da un museo olandese di strumenti musicali.”In quei giorni l’intera città è scesa in massa a manifestare solidarietà per il vile atto subito.“Per il museo e per tutti è stata una presa di coscienza importantissima. Una manifestazione così partecipata e spontanea non la ricordo. E’ stata la nostra forza, quella che ci ha permesso di continuare le nostre attività durante tutto l’anno, di continuare nonostante il colpo subito. In migliaia, in corteo, un anno fa, abbiamo affermato ‘La musica non si può incendiare.”Non si può tuttavia dimenticare che, dopo un anno, le indagini sono ancora in corso mentre pochi giorni fa si è verificato, all’interno della struttura, un altro atto di vandalismo. “Non abbiamo mai creduto, e continuiamo a non credere, al piromane casuale. Oggi come allora sappiamo bene quello che volevano colpire: uno spazio fisico, certamente, inaccessibile a dinamiche mafiose, tassello di quell’altra città che si costruisce sulla partecipazione, sulla condivisione, sulla cultura. Oggi stanno ancora valutando varie piste. Intanto circa un mese fa abbiamo avuto un’altra ‘sorpresa’, un altro atto di vandalismo. Qualcuno ha scavalcato le recinzioni e ha scaricato un estintore su alcuni materiali custoditi nel cortile.“Fortunatamente, si fa per dire, solo il 30% della collezione è andato perso. Tra gli strumenti andati distrutti c’era anche una chitarra De Bonis prodotta da un artigiano cosentino creata con il guscio di un armadillo, animale in via d’estinzione.“Adesso però non dobbiamo piangerci addosso. Ci rimbocchiamo le maniche e continueremo a lavorare così come abbiamo fatto finora. Abbiamo appena ultimato di pulire i locali. La struttura è pronta ad essere ripristinata cercando di riavviare il museo anche con alcune donazioni. Ci auguriamo di poter inaugurare per la primavera prossima la nuova struttura.”
