La separazione tra la Reggina e Maurizi un vantaggio per entrambi. Ecco perchè


Siamo arrivati alle battute conclusive. Per fortuna con l’obiettivo già raggiunto e quindi senza particolari patemi da adesso e sino alla chiusura di una stagione caratterizzata da momenti di esaltazione, durati poco a dire il vero, di grande paura, di confusione e le solite immancabili utili e inutili polemiche.

La Reggina da diverso tempo ha iniziato a parlare di futuro, programmazione, necessità di alzare l’asticella e cosa ritenuta di primaria importanza, avvicinare nuovamente i tifosi alla squadra.

Obiettivo tutt’altro che semplice, rapporti deteriorati che si proverà a rimettere a posto, ma tutti ben consapevoli che la strada da percorrere sarà tortuosa, complicata, tutta in salita. L’idea è quella di ricominciare nuovamente da zero o quasi, spostando le attenzioni su chi a questa maglia in passato ha regalato straordinarie soddisfazioni e lasciato ricordi indimenticabili (Massimo Taibi). E’ un buon inizio ma non l’unico elemento sufficiente a riportare tutto alla normalità.

Sarà un nuovo giugno caratterizzato da tantissime novità così come lo era stato quello scorso, ricorderete con l’allontanamento dell’ex direttore generale Gabriele Martino e del tecnico Zeman, di segretari vari e responsabili marketing.

Il DS Basile è stato già sollevato dall’incarico, per altri il contratto è in scadenza il prossimo 30 giugno, la questione da risolvere è quella riguardante il tecnico Maurizi.

L’allenatore che ha vissuto insieme alla società una stagione intensa, caratterizzata da troppe fasi alterne. Voluto fortemente dalla proprietà, l’allenatore di Colleferro alla fine ha raggiunto tutti gli obiettivi che gli erano stati chiesti, la salvezza con due giornate di anticipo, l’utilizzazione dei giovani e dagli stessi la capacità di ricavarne minutaggio essenziale per le casse sociali.

Società che con i Praticò nel momento più difficile e forse drammatico della stagione, ha dato maggiore forza allo stesso allenatore con il rinnovo del suo contratto, come detto, fino al giugno del 2019, a dispetto di critiche e lamentele di squadra. Ma nel percorso è successo qualcosa che è andato oltre, di incontrollabile per i dirigenti amaranto. Maurizi ha perso parecchi consensi, allo stadio e sui social quasi una crociata contro il mister romano che a dire il vero, sin dal suo insediamento, non ha mai suscitato particolari simpatie.

Ed ora cosa succederà? Intanto i Praticò sono ben consapevoli della situazione e da qualche settimana ne stanno parlano proprio con il diretto interessato. Sarebbe insostenibile per tutti ripartire così, tranne clamorosi stravolgimenti ma difficilmente immaginabili. Il rapporto tra le parti è solido e di stima reciproca, questo potrebbe consentire di arrivare ad una soluzione indolore per tutti che è la separazione consensuale. E paradossalmente potrebbe essere un vantaggio anche per lo stesso Maurizi. Perché? Intanto perché continuare a lavorare in un ambiente ostile sarebbe complicato. Poi, con la salvezza ottenuta su una panchina prestigiosa come quella della Reggina, il suo tanto discusso curriculum, ne ha tratto certamente enorme vantaggio, per questo non sarebbe difficile trovare collocazione altrove. Ha conoscenze calcistiche e preparazione, la dura esperienza in riva allo stretto, lo aiuterà a migliorare su quegli aspetti ancora deficitari.

M.F.

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