Lettera di un cittadino: "La differenziata porta a porta è il vero cambiamento! Indietro non si torna"

Sono un cittadino che ha la fortuna, non il merito

Sono un cittadino che ha la fortuna, non il merito perché si tratta di un’abitazione ereditata, di vivere in una traversa attigua al Corso Garibaldi. Sono stato tra i primi a ritirare i mastelli e le buste al punto di distribuzione allestito da Avr al lido comunale appena ho letto la notizia. Devo confessare che, avendo parenti che risiedono nella periferia nord della città, dove il porta a porta è iniziato da un anno, non vedevo l’ora di cominciare. Quando ci sono andato non vi era alcuna fila, a differenza di come è avvenuto negli ultimi giorni di distribuzione, quando i miei concittadini si sono svegliati dal letargo e sono andati anche loro a ritirare i loro mastelli. Certo è che se ti ricordi l’ultimo giorno di fare una cosa, è chiaro che trovi fila allo sportello, esattamente come avviene alla posta, alla banca o in qualsiasi altro ufficio. Devo dire però che, nonostante le difficoltà, gli operatori di Avr sono stati gentili e competenti e hanno saputo gestire la situazione di sovraffollamento dovuta al fatto che i reggini si sono ricordati tutti all’ultimo di fare il loro dovere.

Quando parlo di dovere mi riferisco al fatto che la differenziata porta a porta deve essere considerata un processo irreversibile per la nostra città! Indietro non si torna. Mi fanno inorridire le invettive che leggo in questi giorni su Facebook di qualche cittadino che invoca la differenziata stradale. “Mettete i cassonetti grandi per la differenziata in strada” si legge o si sente dire. Mi chiedo dove vivono questi soggetti? I cassonetti grandi colorati in strada ci sono sempre stati negli ultimi anni! Eppure in pochi li hanno utilizzati, men che meno in maniera corretta. Anche se qualcuno ogni tanto faceva attenzione a gettare carta, cartone o vetro nell’apposito contenitore, poi arrivava sempre il campione di turno a gettare l’indifferenziato nel contenitore sbagliato, sporcando completamente anche tutto il materiale differenziato che si trovava già all’interno del cassonetto. Non capisco dunque come si possa pensare di insistere su una strada che si è già rivelata fallimentare. Addirittura si parla di cassonetti a scomparsa, sotto il manto stradale, sigh! A parte che il processo sarebbe stato molto molto più lungo e difficoltoso, ma se i cittadini si lamentano che sui marciapiedi del centro non entrano i mastelli larghi pochi centimetri come si potrebbe pretendere di fare cassonetti stradali a scomparsa. Da mettere dove? E anche in quel caso chi o cosa assicurerebbe l’uso corretto da parte dei cittadini? Qualcuno direbbe la tessera elettronica! Ma se Reggio è strapiena di persone che non hanno ritirato il mastello, forse perché evasori totali, chi ci assicura che avrebbero ritirato la tessera elettronica? Il risultato probabilmente sarebbe stato lo stesso. Gli incivili, i truffaldini, i delinquenti, tali restano! Sia se si tratta di ritirare il mastello, sia se si tratta di ritirare una tessera, che comunque, non consentirebbe di associare il sacchetto gettato all’utente e quindi deresponsabilizzerebbe il cittadino.

La verità è che l’unica strada percorribile, in grado di dare risultati consistenti e duraturi, è quella della differenziata porta a porta. Le più grandi città del mondo hanno scelto questa strada ma, senza andare lontano, penso anche a città del centro e del nord Italia, ad esempio l’Emilia Romagna, che hanno già completato questo processo con ottimi risultati. E’ chiaro che nella fase dell’avvio possono esserci delle disfunzioni e dei problemi, più o meno grandi o più o meno evidenti, ma l’abbiamo visto in altri quartieri della città, a nord e a sud, dopo qualche settimana di assestamento poi il sistema funziona! E lo possono confermare migliaia di persone che oggi sono soddisfatte del servizio e lo dichiarano apertamente.

Dunque perché opporsi a questo cambiamento? Perché ostinarsi a rimanere indietro? Perché continuare ad insozzare la città con comportamenti figli di scarso senso civico? A chi giova tutto ciò? I piccoli problemi organizzativi ci sono, non sarebbe giusto nasconderli, cosi come è normale che si possa sbagliare qualcosa all’inizio quando si dividono i rifiuti in casa, ma la differenziata porta a porta deve essere un processo che parte anzitutto da una consapevolezza culturale e da un convincimento del cittadino che deve partecipare ed abbracciare questa sfida. Se vogliamo smettere di essere la cenerentola d’Italia dobbiamo cominciare a smettere di comportarci come tale. Reggio deve crescere! La differenziata porta a porta è un’opportunità storica che non possiamo perdere. Sia per i risultati in termini ambientali che il risparmio economico. Non possiamo perdere questa occasione! Reggini sveglia!!!

Domenico Panetta

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